Gli schemi di Zeman e un campione di nome Schiavio

I segreti del tecnico boemo sul campo e la storia di uno degli attaccanti più importanti del calcio italiano

giovedì 25 ottobre 2012

    GLI SCHEMI DI ZEMAN
    Le sigarette, i silenzi, le dichiarazioni che gli hanno regalato tanti seguaci ma anche tanti detrattori. Di Zdenek Zeman pensiamo di conoscere tutto, o quasi tutto, grazie anche ai numerosi libri editi negli ultimi mesi in occasione del ritorno a Roma del tecnico di Praga. Questo libro ci permette di ripassare le sue esperienze in campo e le sue tante battaglie fuori degli stadi ma soprattutto - è questa la novità più interessante - ci svela i segreti di Zeman lavoratore sul campo, ed è un viaggio molto istruttivo: ecco quindi raccolti e commentati i resoconti schematici della preparazione atletica effettuata da Zeman nei tre ritiri estivi (Kapfenberg, Predazzo e Riscone di Brunico) della sua prima esperienza giallorossa. Una volta esauriti scatti, Piramidi, ripetute e «prove di carattere» è il momento degli schemi offensivi - disegnati e spiegati - che tanta parte hanno nella filosofia di gioco del boemo. Utile anche il riepilogo delle rose della sue squadre - dal primo Foggia di un quarto di secolo fa al Pescara riportato in serie A - per ricordare con quale materiale umano Zeman ha saputo costruire il suo mito. Un'opera competente e appassionata, capace di soddisfare anche il più esigente Zemaniano.
    ZEMANOLOGIA, filosofia di gioco e di vita di un genio del calcio; di Massimiliano Palombella e Francesca Spaziani Testa; Edizioni Castelvecchi Ultrasport, 190 pagine, 12,90 euro.

    UN CAMPIONE DI NOME SCHIAVIO
    Quanti giovani appassionati di calcio conoscono la figura di Angelo Schiavio? Non molti presumiamo, ed è un vero peccato. Perché Schiavio è stato uno degli attaccanti più importanti del calcio italiano, coraggioso e tecnico, decisivo anche per la vittoria nel nostro primo Mondiale, grazie alla rete che piegò, quel 10 giugno 1934, la Cecoslovacchia nella finale di Roma. Il suo palmares fa impressione: quattro scudetti, un titolo Mondiale, un bronzo olimpico, un titolo di cannoniere della serie A, due Coppe Europa. Le sue colpe? Nascere in un'epoca dominata dalle figure di Giuseppe Meazza prima e di Silvio Piola poi, ma anche di aver giocato a cavallo della nascita della serie A a girone unico, ragion per cui le statistiche ufficiali - che considerano appunto i campionati a partire dalla stagione 1929/30 - nascondono i 135 gol segnati nei sette anni precedenti. Con affetto e passione storica, Bedeschi ricostruisce la figura di un bolognese autentico - che non a caso indossò soltanto i colori rossoblù - corredandola con le parole dei giornali del tempo e con le testimonianze di alcune grandi firme, da Brera a Turrini a Caminiti. Un bel viaggio in un altro calcio, la riscoperta di un asso che non va dimenticato.
    ANGELO SCHIAVIO, di Stefano Bedeschi; Urbone publishing, 120 pagine, 10 euro.
     

    Massimo Grilli
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