Corriere dello Sport

martedì - 09 febbraio 2010

Cinquecento pugili morti in cento anni

Il coreano Choi Yo-sam, scomparso oggi dopo essere entrato in coma in seguito al match con l’indonesiano Heri Amol, è solo l’ultima di una lunga catena di vittime della boxe
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Choi Yo-sam© AP/LaPresse

ROMA, 3 gennaio (Ansa) - La morte del pugile sudcoreano Choi Yo-sam, campione mondiale Wbo dei pesi piuma, è solo l'ultimo anello di una tragica catena. Sono infatti oltre 500 i pugili morti a causa dei colpi presi in combattimento in oltre cento anni di boxe. Dal 25 dicembre Choi, 33 anni, detentore del titolo, era in coma dopo l'emorragia cerebrale intervenuta per i colpi ricevuti alla testa nel match di cui era stato dichiarato vincitore ai punti sul rivale indonesiano Heri Amol. Era stato però l'avversario a dominare il dodicesimo e ultimo round, spedendo Choi al tappeto con un destro al volto pochi secondi prima del gong. La morte, sul ring o dopo un match, nella storia della boxe non ha risparmiato nemmeno le donne: il 5 aprile del 2005, Becky Zerlentes, 34 anni è morta in seguito a in un incontro valido per il Golden Gloves, la maggiore manifestazione nord-americana di boxe dilettantistica. Una vicenda che ricorda quella della protagonista di “Million Dollar Baby”, il film premiato con l'Oscar 2005, dove Hilary Swank, vincitrice a sua volta dell' Oscar, giunge a battersi per il mondiale, ma resta paraplegica per i traumi subiti e sceglie di "staccare la spina".

STRAGE INFINITA - Questo l'elenco delle tragedie del ring negli ultimi anni: 1962: il cubano Benny Paret, mondiale dei welter, muore dopo il ko alla 12ª ripresa inflittogli da Emile Griffith. 1969: il peso massimo Ulrich Regis muore dopo una sconfitta ai punti col britannico Jose Bugner. 1978: il peso medio italiano Angelo Jacopucci, 30 anni, muore per edema cerebrale due giorni dopo il ko alla 12ª ripresa subìto nell'europeo contro l'inglese Alan Minter. 1980: il gallese Johnny Owen muore dopo sei settimane di coma. Era finito ko nel mondiale dei gallo con Lupe Pintor. 1982: il coreano Kim Deuk-koo muore per le ferite riportate nel mondiale dei leggeri Wba con Ray Mancini. Dopo questo match si decide la riduzione delle sfide mondiali da 15 a 12 round. 1983: il messicano Alejandro Bejines muore senza riprendere conoscenza dopo il ko subito contro l' americano Alberto Davila, sfidante per il titolo mondiale dei gallo. 1985: muoiono il leggero junior sudafricano Jacob Morake e due welter, il messicano Gerardo Derbez e lo scozzese Steve Watt. 1987: il peso gallo francese Jean Claude Vinci muore mezz'ora dopo un match con Lionel Jean; Vinci aveva perso ai punti. 1988: in Sudafrica, in giugno muore il welter Brian Baronet dopo il match con l'americano Kenny Vice, in autunno muore il peso piuma Daniel Thetele dopo un combattimento col connazionale Aaron Williams. 1989: David Thio muore dopo dieci giorni di coma, il pugile della Costa d'Avorio era stato mandato ko dall'americano Terence Alli a Lione. 1990: il peso leggero australiano Patrick Stone vince il titolo del Queensland con Gary Wills, ma muore il giorno dopo per un' emorragia cerebrale. 1991: muoiono il sudafricano peso mosca Clive Skwebe (dopo nove giorni di coma e due operazioni al cervello, era stato mandato ko dal connazionale Ndoda Mayende) ed il giapponese supergallo Minoru Katsumata. 1993: il giapponese peso leggero Yasuji Hamakawa muore senza riprendere conoscenza 20 giorni dopo il doppio ko subito in una sfida per il mondiale a Osaka. 1994: il kenyano Wangila Napunyi, olimpionico a Barcellona, muore dopo un intervento per ridurre un' emorragia cerebrale. Era stato mandato ko dall'americano David Gonzalez. Il supergallo inglese Bradley Stone muore dopo un match per il titolo nazionale con Richie Wenton. Il colombiano Jimmy Garcia muore dopo essere stato in coma per 12 giorni in seguito al match con lo statunitense Rafael Ruelas per il mondiale dei superpiuma. 1995: il giovane pugile siciliano Stefano Dell'Aquila muore dopo sei giorni di coma. Lo scozzese James Murray muore dopo essere entrato in coma al termine dell'incontro a Glasgow per il titolo britannico dei pesi gallo. 1996: dopo i colpi ricevuti sul ring, le cui immagini trasmesse in tv crearono scalpore, perde la vita Fabrizio De Chiara. Si riapre in Italia il dibattito sul pugilato e la sua pericolosità. 1999: Polemiche quando muore l'americano Stephan Johnson, deceduto dopo 15 giorni di coma. Il superwelter Usa era stato fermato dopo una visita medica a Toronto, che aveva evidenziato un ematoma cerebrale, ma aveva continuato a combattere perchè negli Usa le regole canadesi non valgono. 2000: muore il peso piuma americano Robert Benson, conosciuto come “Bobby Tomasello”, nel match contro il ghanese Steve Dotse. 2001: è la volta dello statunitense Beethaven Scottland. Non bastano due operazioni al cervello a salvare il pugile entrato in coma dopo il match con Khalid Jones. 2002: muoiono gli argentini Daniel Espindola e Hugo Guzman, entrambi dopo pochi giorni di coma. 2004: il colombiano Carlos Meza, peso gallo, dopo aver ricevuto un forte colpo alla testa entra in coma e muore tre giorni dopo il ko riportato nel match. 2005: Becky Zerlentes, è la prima donna pugile a morire per i colpi rimediati sul ring in un incontro valido per il Golden Gloves. Nello stesso anno Levander Johnson muore a Las Vegas per le conseguenze di un' emorragia cerebrale a seguito del ko nell'incontro per il mondiale Ibf dei pesi leggeri contro il messicano Jesus Chavez. 2007: il filippino Lito Sisnorio, muore alcune ore dopo aver perso per ko tecnico contro il thailandese Chatchai Sasakul, ex campione del mondo.

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