Corriere dello Sport

martedì - 09 febbraio 2010

Anche nel volley crisi arbitrale

Sempre più frequenti le proteste contro le decisioni dei direttori di gara. E anche le intemperanze del pubblico stanno aumentando
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Un'immagine di Latina-M.Roma© Giuliani

ROMA, 11 febbraio - La pallavolo è ancora un’isola felice nel panorama dello sport italiano o anche sotto rete si stanno prendendo le brutte abitudini che hanno infettato il calcio e, in parte, il basket? Gli ultimi episodi inducono a pensare che la risposta esatta sia la seconda. Ieri a Montichiari una persona solitamente posata come Julio Velasco, allenatore della Gabeca, ha dato in escandescenze contro gli arbitri per una decisione che, a suo avviso, ha regalato il primo set alla Copra Piacenza (ace dubbio di Gromadowski). A Latina, invece, è dovuta intervenire la polizia per calmare i bollenti spiriti di un gruppo di supporter della M. Roma con il volto coperto. In realtà, episodi poco simpatici, soprattutto nelle serie minori, ce ne sono sempre stati. In B e in C alcuni campi erano famosi per le intemperanze del pubblico, che nella maggior parte dei casi si limitava a dileggiare le squadre ospiti, ma in alcune occasioni andava anche oltre. Ma gli episodi di violenza sono sempre stati rarissimi. E rarissime, almeno fino a qualche tempo fa, erano anche le proteste plateali nei confronti degli arbitri.

A cambiare tutto è stato il rally point system. Da quando è stato eliminato il cambio palla e ogni azione vale un punto, ogni errore dei direttori di gara può diventare decisivo. In più, la velocità a cui viaggia il pallone è diventata impressionante e, di conseguenza, gli sbagli dei fischietti si sono moltiplicati, nonostante la presenza dei giudici di linea. Ciò che è certo è che gli arbitri si trovano in una situazione difficile: «Sicuramente qualcosa sta cambiando - afferma ad esempio Stefano Cesare, da sei anni direttore di gara in A1 e in procinto di diventare internazionale -. È un po’ di anni che in questo periodo dell’anno con la Coppa Italia alle porte e il campionato che sta entrando nella fase cruciale gli animi sono un po’ più tesi. Purtroppo ci stiamo avvicinando ai livelli del calcio».

«La palla viaggia tanto e a volte è difficile valutarla - continua Cesare -. Anche noi arbitri ci abbiamo messo del nostro non sanzionando le intemperanze e gestendo male la disciplina in campo. Con il rally point system i giocatori percepiscono l’errore come doppio, come se fossero due punti: uno quello dato agli avversari e uno quello perso. Diventa determinante anche quando si commette l’errore: se si fa alla fine del set tutti se ne ricorderanno, se avviene a inizio partita passerà quasi inosservato».

Le novità tecnologiche come le "talpe" (i sensori sotto il perimetro del campo) e l'instant replay potrebbero facilitare la vita degli arbitri e diminuire gli errori? «Sì, sicuramente possono aiutarci. L'occhio umano ha dei limiti. Secondo me però il vero problema è la gestione dei partecipanti. Bisognerebbe migliorare la cultura sportiva. Come proseguono le sperimentazioni delle "talpe" Si stanno provando ma io non ho mai arbitrato con il loro aiuto. So che ci sono dei problemi tecnici circa l'affidabilità. Cose non trascurabili visto che questi mezzi dovrebbero aiutarci proprio in questo senso». Clima differente in campo internazionale. All'estero Cesare, che è anche arbitro di livello mondiale di beach volley, vive situazioni più distese. «In Italia c'è più tendenza alla polemica arbitrale. Ad esempio nel calcio è difficile che in una partita di Champions League ci siano proteste come in una gara del campionato di serie A. È così anche negli altri sport. Da noi manca la cultura sportiva. Nelle manifestazioni internazionali certe cose non accadono, perché quando si va all'estero non ci si comporta come in casa. La soluzione? Ci vuole più maturità. Bisogna investire nella formazione, nell'aggiornamento e nei mezzi tecnologici».

Alida

13/02/2008 09:54:54
non è colpa del rally point system, ma del fatto che essendoci pochi arbitri promuovono chiunque, anche chi al massimo potrebbe arbitrare una prima divisione

Silvio

11/02/2008 19:05:37
I tifosi a volto coperto erano di Latina...almeno scrivete bene e poi non è successo assolutamente nulla!!!
 
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