Meneghin: «Azzurri, scioperate nei club»
«Assurdo attaccare la Nazionale: è l’unica che fa giocare gli italiani»

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ROMA, 2 luglio - Secondo per presenze con la maglia azzurra (ben 271) nei diciannove anni durante i quali l’ha indossata, attuale team-manager della Nazionale e testimone universalmente riconosciuto e apprezzato,
Dino Meneghin - come al solito - non ha peli sulla lingua e lancia l’ennesima provocazione:
«I giocatori italiani possono anche aver ragione e cercare di farla valere, ma sbagliano metodo e mezzo: la Nazionale è l’unica squadra che li fa giocare. Se lo sciopero è l’unica arma valida, scioperassero nei loro club, e cioè contro le società che, invece, non dànno loro spazio. Seguissero l’esempio di altre battaglie sindacali che negli Usa sono state condotte nell’hockey su ghiaccio e nel baseball e che alla fine sono state vinte dai giocatori».
L'AZZURRO È SACRO - Anche - e soprattutto - per Dino Meneghin la maglia azzurra è sacra:
«Non va strumentalizzata, soprattutto perchè appartiene a tutti e a nessuno». Non crede comunque che si arriverà all’astensione:
«Almeno lo spero. Spero che sia stata solo una minaccia per cercare di riportare al tavolo delle trattative, con la mediazione del Coni, Fip e Lega, prendendosi un posto anche loro. L’arrabbiatura dei giocatori è sacrosanta, perchè non si cambiano le regole in corsa, tuttavia minacciare di boicottare solo la Nazionale è decisamente sbagliato». Suggerisce la via del dialogo:
«Le azioni violente sono inutili e controproducenti: arrivare al muro contro muro non serve a nulla, ci vuole equilibrio e la volontà di discutere per raggiungere una soluzione condivisa: spero che tra oggi e il raduno di Bormio si trovi un accordo. Bloccare il lavoro della Nazionale significa rovinare tutto quello che è stato fatto finora e compromettere in modo gravissimo il futuro».
DIALOGO - Una prima piccola vittoria i giocatori l’hanno comunque ottenuta. Il Consiglio di Presidenza di ieri pomeriggio (del quale fa parte il sindacato dei giocatori con il suo consigliere federale Maurizio Ragazzi, ma non la Lega di Serie A) ha affrontato l’argomento dando mandato al presidente Maifredi
«di convocare a breve Lega e Giba per aprire un tavolo di trattativa,aderendo così anche all’invito al dialogo nuovamente rivolto dal presidente del Coni, Gianni Petrucci. Lo scopo del tavolo di trattativa è evitare che gli atleti convocati disertino il prossimo raduno di Bormio». Primo passo, dunque, verso i giocatori, probabilmente concordato in qualche modo con la Lega, che dovrebbe essere accettato positivamente. In mattinata, al Foro Italico, Maifredi aveva auspicato:
«Ognuno faccia un passo indietro», aggiungendo che l’incontro - il primo a coinvolgere anche gli atleti dopo che il 5 giugno scorso la Giba aveva deciso lo sciopero - si terrà la prossima settimana, probabilmente mercoledì 9 luglio. Bisogna capire come intendono muoversi le parti, se la promessa di trattativa è solo un gesto dilatorio o se c’è l’effettiva volontà (e i margini) per modificare il testo della convenzione (due passaportati e quattro italiani di formazione nel roster il prossimo anno, un passaportato e cinque italiani dal 2009 al 2011). Sicuramente la Fip farà di tutto, anche se Ragazzi ieri ripeteva che non si sarebbe tornati indietro e Corrado deve valutare l’atteggiamento dei suoi club.
Mario Arceri