Corriere dello Sport

sabato - 31 luglio 2010

Parte l'NBA: caccia a Celtics e Lakers

Comincia martedì notte la stagione NBA. Subito in campo le due finaliste della scorsa stagione, ma non sarà una passeggiata per i due team favoriti
Lega A: Roma, Siena e Bologna in vetta
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Kobe Bryant-Kevin Garnett© Grazia Neri
NEW YORK, 27 ottobre - Comincia domani notte la stagione NBA. I Los Angeles Lakers di Kobe Bryant e i Boston Celtics di Kevin Garnett, finaliste nel giugno scorso, sono ovviamente le due squadre da battere. Le due franchigie più titolate della Lega non sono cambiate molto rispetto alla scorsa stagione e l'ossatura principale dei due team è rimasta la stessa. Analizziamo la situazione delle due Conference per capire cosa potrebbe avvenire in questa nuova e appassionante stagione.

WESTERN CONFERENCE
Ovviamente i favoriti d'obbligo per la conquista del titolo nella conference dell'Ovest sono i Los Angeles Lakers. Un recente sondaggio operato dalla NBA ha evidenziato come il 49% dei general manager è convinto che i gialloviola di Los Angeles siano i favoriti assoluti per il titolo NBA. Figuriamoci nello stravolto "ovest" di quest'anno. Basti pensare che i campioni in carica di Boston hanno ottenuto il 19% dei gradimenti. Si tratta solamente di sondaggi quindi lasciano il tempo che trovano soprattutto considerando che all'inizio della stagione passata erano stati i San Antonio Spurs i preferiti da parte dei gm. Per i Lakers di certo il cammino sarà molto complesso eppure non sembra essereci una squadra capace di mettere in difficoltà una franchigia che, nel suo quintetto base, potrà mettere in evidenza una coppia dI qualità, sostanza e potenza come quella formata da Andrew Bynum (al rientro dopo l'infortunio al gionocchio dello scorso gennaio) e lo spagnolo Pau Gasol. Il rientro di Trevor Ariza a pieno regime, inoltre, permetterà ai gialloviola di presentare una difesa sul perimetro che nelle scorse finali è stata la principale causa della sconfitta per 4-2 contro i Celtics.

L'ARMA IN PIÙ - La panchina, poi, nonostante l'addio di Ronny Turiaf (passato a Golden State) è rimasta di valore assoluto: Radmanovic (tiratore d'eccezione se impiegato con parsimonia), Farmar (play rapido e veloce in grado di dare quel cambio di velocità che serve in certi momenti) e soprattutto Odom (nel nuovo, insolito ruolo di sesto uomo) potranno essere le armi in più di una squadra che al momento non presenta punti deboli. Senza dimenticare poi Kobe Bryant. Conquistato l'oro questa estate alle Olimpiadi di Pechino il nuovo obiettivo per il figlio di Jelly Bean è quello di mettersi al dito l'anello di campione NBA ricoprendo un ruolo di primo piano (e ovviamente l'MVP delle finali). Coach Phil Jackson ha deciso di decrementare il suo minutaggio per riuscire nell'impresa e forse questa potrebbe rivelarsi come l'arma vincente.

Danilo Gallinari, ala dei New York Knicks© AP/LaPresse
LE AVVERSARIE - Chi potrà dunque fermare la corsa lacustre? È un anno dispari, quindi la principale candidata potrebbero essere i San Antonio Spurs di Tim Duncan. Eppure gli anni passano per tutti e il roster a disposizione di Gregg Popovich non sembra essere in grado di poter impensierire quello dei Lakers. La vivacità, la freschezza e l'esperienza dei Lakers potrebbero avere la meglio sulla longevità di una squadra che sembra essere arrivata alla fine del suo ciclo. Ginobili ha patito l’ennesimo infortunio, Duncan, Bowen, Finley, Oberto e Kurt Thomas hanno un anno in più e nulla o quasi (Roger Mason) è arrivato dal mercato. Resta però un gruppo unito, che si conosce e gioca a memoria, che sa come si vincono le sfide playoffs e che venderà cara la pelle in ogni circostanza. Certo, ci sono i Dallas Mavericks, grande delusa degli ultimi anni, reduce da una finale NBA gettata alle ortiche contro gli Heat e due apparizioni fugaci ai playoffs con eliminazione al primo turno. Avery Johnson non è più alla guida della squadra. C'è Rick Carlisle, ex Indiana Pacers, ed il ritorno di DeSagana Diop. Ma non sembrano essere cambiamenti sufficienti per garantire quella competitività necessaria.

IL NUOVO CHE AVANZA - Molto più pericolosi potrebbero essere i New Orleans Hornets. Non solo per la coppia Tyson Chandler-Chris Paul (quasi MVP l'anno passato), ma soprattutto per l'arrivo del campione NBA con i Celtics James Posey, clutch player per antonomasia degli ultimi playoffs. La partenza di Pargo (direzione Russia) è stata coperta con Mike James. Chiude il quadro la presenza di un David West chiamato a confermarsi dopo la splendida stagione 2008. Punto debole forse una panchina troppo corta. Altro pericolo significativo per i Lakers saranno certamente gli Houston Rockets. Non solo più Yao-McGrady, ma anche Artest che finalmente darà quella continuità sui 28 metri (non solo difesa dunque) che è sempre mancata ai texani. Ci sarà anche il ritorno di Scola e la presenza di Rafer "Skip to me Lou" Altson. Senza dimenticare gente come Brent Barry e Shane Battier che sui due lati del campo (tanto per tornare al discorso precedente) potrebbero fare la differenza. Punto debole l'estrema propensione agli infortuni degli elementi fondamentali del roster. Se l'infermeria resterà vuota i Rockets sono il pericolo n° 1 per i lacustri. Altre squadre pericolose sono sicuramente gli Utah Jazz del trio Williams-Okur-Boozer e i rinnovati Phoenix Suns di Terry Porter che in panchina ha preso il posto di Mike D'Antoni finito ai New York Knikcs. Vera outsider potrebbero essere i Portland Trailblazers, squadra che per il futuro probabilmente sarà l'avversaria principale dei Lakers. Accanto ad un Roy sempre più maturo ci saranno LaMarcus Aldridge e Greg Oden (l'infortunio al ginocchio è parte del passato). Se escludiamo l'elemento dell'esperienza i Blazers possono diventare pericolosi da subito. Per le altre si tratterà solamente di una stagione di passaggio in attesa di futuri successi.

EASTERN CONFERENCE
Per quanto riguarda la Eastern Conference, fare previsioni per la nuova stagione è molto complesso. Chiaro che i Celtics sono il team da battere. La squadra è praticamente la stessa con il solo addio di Posey. La compattezza e l'esperienza del gruppo faranno ancora la differenza. Dietro, invece, è pura bagarre: Detroit e Cleveland sono le squadre più accreditate, mentre per il resto è tutto un'incognita. Parola d'ordine sarà l'equilibrio. Da non sottovalutare gli Orlando Magic ed i Toronto Raptors con l'italiano Andrea Bargnani chiamato alla stagione del riscatto. Le prove d'appello sono finite. In zona playmaking c'è Calderon (addio a TJ Ford) con l'aggiunta sotto i tabelloni di Jermaine O’Neal. La presenza di Chris Bosh completa il quadro per l'unica squadra non a stelle e strisce. Incognita sono i nuovi New York Knicks di Gallinari e D'Antoni che potrebbero essere, se due o tre situazioni si risolveranno per il meglio (fra i quali la schiena dell'ala itlaiana) l'assoluta sorpresa di questa stagione. D'altra parte il marchio D'Antoni è garanzia assoluta. Attenzione ai Philadelphia 76ers con Elton Brand voglioso di riscatto dopo una stagione passata in infermeria e Iguodala sempre pronto a migliorare (e "volare"). Il resto, francamente, non ci sembra all'altezza delle corazzate dell'ovest (o le migliori squadre dell'est) e dunque per tutte le altre sarà una stagione di passaggio.

GARE DI MARTEDÌ
Boston Celtics-Cleveland Cavaliers (ore 1, diretta Sky Sport 2)
Chicago Bulls-Milwaukee Bukcs (ore 1.30, diretta Sportitalia)
Los Angeles Lakers-Portland Trail Blazers (ore 3.30)

Francesco Tanilli