
© Grazia Neri
VILLASIMIUS (CAGLIARI), 31 maggio - Non c'è alcuna possibilità che l'allenatore del Milan
Carlo Ancelotti passi sulla panchina del
Chelsea come vorrebbero indiscrezioni degli ultimi giorni. A sostenerlo è il vice presidente e amministratore delegato del club rossonero
Adriano Galliani:
«Ancelotti - ha spiegato ai cronisti al workshop con gli sponsor -
è felicissimo di stare al Milan. Il Milan non vende i giocatori, figuriamoci l'allenatore. È vero - ha aggiunto Galliani -
che Ancelotti era in cima alle classifiche di gradimento del Chelsea. È vero che la squadra inglese ha o aveva due allenatori italiani nel mirino, uno è Ancelotti», l'altro, forse un grande nome come potrebbe essere quello dell'ex ct della Nazionale italiana,
Marcello Lippi.
NESSUNA OFFERTA - Sempre riferendosi all'allenatore, Galliani ha poi aggiunto che
«non esiste un'offerta» del Chelsea:
«Ancelotti è l'allenatore del Milan, e noi andremo avanti insieme. Noi siamo fatti così e andremo avanti nella buona e nella cattiva sorte». Alla domanda se al
Milan per Ancelotti vi potesse essere un futuro alla sir
Alex Ferguson, ossia l'allenatore del
Manchester United che ricopre anche le funzioni di general manager, Galliani si è limitato a replicare che
«con Ancelotti c'è comunione di intenti e resterà tantissimo» con il club di via Turati.
«Ferguson - ha concluso l'ad rossonero -
è stato tanti anni anche senza vincere, Ancelotti è in sintonia naturale con la società, una sintonia naturale che gli deriva da cinque anni da giocatore e otto anni da allenatore».
IL MERCATO - Presto Zambrotta. E poi un altro attaccante. Al Milan mancano due pedine per chiudere la questione mercato:
«Abbiati, Zambrotta, Flamini, Borriello e un altro attaccante - ha detto Galliani -
credo rappresentino una buonissima campagna acquisti. La squadra che nascerà potrà lottare per lo scudetto, che è il nostro primo obiettivo dopo avere fatto negli ultimi anni il meglio nel mondo». Nel secondo giorno del workshop rossonero a Villasimius, a Cagliari, l'ad del Milan è tornato a parlare a tutto tondo del mercato. Insomma,
«il Milan tiene tutti i suoi big e cercherà di rafforzarsi in tutti i reparti. Tutti. In porta Abbiati prende il posto di Fiori. In difesa stiamo cercando un terzino alla Zambrotta, se troveremo l'accordo con il Barcellona, come io credo, sarà lui, altrimenti ne cercheremo un altro. A centrocampo abbiamo dato Gourcuff in prestito al Bordeaux ed è arrivato Flamini. Sammarco invece rimarrà alla Sampdoria, perchè con la conferma di Gattuso siamo a posto. In attacco sono partiti Ronaldo e Gilardino e per ora è arrivato Borriello, che resterà al Milan. E un altro arriverà. Alla fine ci saranno tre portieri, nove difensori (Simic in realtà è in bilico, ha un'offerta del Galatasaray), sei centrocampisti e sei attaccanti, compresi Kakà e Seedorf. Stiamo facendo un mercato chirurgico».
IL COLPO - Cui manca ancora, come detto, un attaccante: «
Eto'o è l'oggetto del desiderio - ha detto Galliani -
ad Ancelotti piace molto, Laporta non ha alcuna preferenza tra Inter e Milan ma ha chiesto 50 milioni e io sono scappato. E sapendo quanto vuole anche il giocatore... Gli altri nomi li sapete già, sono quelli di cui parla tutta Europa, i migliori: i vari Drogba, Adebayor, Gomez, Benzema... Ronaldinho? È ancora in lista, è tra questi».
GLI ALTRI OBIETTIVI - Abbiati, Borriello ed eventualmente
Shevchenko, molti ritorni che non entusiasmano i tifosi.
«Borriello ha fatto più gol di Amauri, considerato un fenomeno, mentre
Flamini
era inseguito da tutta Europa. Per Sheva vediamo, non so come finirà». Insomma, l'altra punta del Milan del futuro potrebbe anche non essere lui. Di sicuro, tra quelli che ci sono, il futuro sarà di Pato:
«È un punto fermissimo del futuro del Milan, è uno dei primi undici e Ancelotti lo sa. Gli ho detto che deve essere stratitolare», ha sorriso Galliani. Che poi ha chiuso le porte delle Olimpiadi a
Inzaghi:
«Non daremo nessun fuoriquota a nessuno». Infine, una battuta anche su
Dida, che praticamente resterebbe a fare il terzo portiere:
«Mi ha detto che non vuole andare da nessuna parte perché conta di tornare a essere il titolare».
Giuseppe "Peppino" A.
19/06/2008 04:09:38