Rossi: «Il mio scudetto? L'Olimpico pieno»
Il tecnico della Lazio: «Il rinnovo, non a parole»
Gli 11 contro il Toro

© Grazia Neri
ROMA, 27 settembre - Claudio Lotito,
Delio Rossi e un contratto da rinnovare. Quello dell'allenatore biancoceleste, che scade alla fine della stagione. E se il presidente proponesse adesso a Rossi di prolungare l'accordo?:
«Il rinnovo a parole, orale? Io quella parte del codice civile non ce l'ho a casa...». Quel che è certo è che Rossi ha voglia di rimanere a Roma, mettendo tutto nero su bianco in tempi brevi, in modo da potere concentrarsi sul progetto:
«Noi dobbiamo riaprire un ciclo che porti la Lazio dove ha dimostrato di potere stare - ha spiegato -
Sto parlando della Lazio di Cragnotti, fermo restando che dal punto di vista economico so che non si può creare quel tipo di squadra. Bisogna seguire una strada diversa e stiamo lavorando per questo. So che sono partito e so dove voglio arrivare, ma non so quanto ci metterò».
OLIMPICO PIENO - Vincere a Torino perchè la favola continui e magari fare avverare un sogno. «
Il mio scudetto è l'Olimpico pieno». Magari addirittura alla prossima partita della
Lazio, contro il "suo" Lecce. Ecco il desiderio più grande di Delio Rossi. «
Sono cosciente che non vincerò il titolo quest'anno, ma uno stadio pieno vorrebbe dire entusiasmo e risultati positivi. Il mio desiderio è quello di costruire una Lazio che torni in quelle zone che le competono, quelle dell'era Cragnotti tanto per capirci. Non costruisco mai una squadra per perdere ma con l'idea che sia meglio del Real Madrid. Anche quando ero a Lecce, con tutto il rispetto per i salentini, sapevo di non poter vincere lo scudetto ma la mia idea era la medesima. Si deve sempre pensare di essere il massimo. Mi danno molto fastidio quei giocatori che vanno a giocare a Milano e al termine della partita chiedono la maglia a un avversario. Nella mia mentalità deve essere il contrario».
SULLA PARTITA - Seconda in classifica a un punto solo dall'Inter capolista, la Lazio vola a Torino per continuare la corsa. «
Il Torino è un'ottima squadra, avrà un Bianchi desideroso di far vedere che la Lazio ha sbagliato sul suo conto ma abbiamo fatto altre valutazioni. Lo rivedo con piacere. A lui come a Zauri mercoledì sera non posso che dire grazie, perchè hanno dato tanto a me e alla Lazio. Dobbiamo affrontare i granata così come abbiamo fatto con la Fiorentina. Lo scorso anno abbiamo perso punti importanti in trasferta, ma credo cha la Champions League abbia influito molto in questo. Se il sabato o la domenica giochi in alcuni campi e poi il martedì o il mercoledì devi essere a Madrid può capitare che si tolga il piede. Non lo giustifico, però una squadra importante gioca sempre nello stesso modo in qualsiasi campo e situazione, altrimenti non puoi giocare a certi livelli. A Torino sarà una battaglia. Sto valutando se cambiare qualcosa o meno, ma di birra in corpo ne abbiamo ancora. Mercoledì hanno giocato tutti, non solo noi. Il Torino gioca bene, non molla mai, ha una formazione votata allo spettacolo e in questo potrebbero favorire le nostre caratteristiche ma bisogna stare sempre attenti al giusto equilibrio. Per mettere in campo una formazione offensiva così come stiamo facendo ci vuole l'abnegazione di tutti, ma la cosa importante è la mentalità. Non condivido due modi di interpretare le gare, uno in casa ed uno in trasferta. Credo che una squadra importante che vuole far bene deve giocare e approcciarsi alla partita sempre nella stessa maniera».
IL CONTRATTO - Poi battuta finale sul contratto. Rossi è in scadenza a giugno, il presidente Lotito ha più volte sottolineato che "
nel codice civile esiste il contratto orale". La risposta del tecnico della Lazio è scherzosa, ma sottolinea una intenzione ben diversa. «
Orale? Nel codice che ho a casa quella parte non c'è...».