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ROMA, 6 maggio - Marsiglia? Perchè no. David Trezeguet, in rotta totale con Claudio Ranieri, apre uno spiraglio per un ritorno in Francia. Complice, la nomina di Didier Deschamps alla guida del club francese. Per il bianconero, che con Deschamps ha condiviso trionfi in nazionale e l'annata nera della
Juventus in serie B, la scelta dell'ex collega è del tutto "legittima", anzi di più: «
È un'ottima cosa per Marsiglia- spiega l'attaccante al quotidiano Le Parisien -
tutti conoscono le sue qualità. A Torino è riuscito a riportare la Juve in A e ha il carisma per fare bene. Quando lasciò la Juve voleva un grande club, una sfida che lo coinvolgesse e ha saputo darsi tempo. Ora ha l'occasione giusta, per rilanciarsi e lasciare il segno nella storia del club».
IL PILASTRO - Una sviolinata che non si ferma qui: «
Non sarà facile fare bene dopo Gerets- sottolinea Trezeguet-
ma la scelta di Deschamps è legittima, è stato uno dei pilastri del Marsiglia da giocatore, vincendo anche la Champions League e per quanto ne so i tifosi sono contenti che sia arrivato lui». Insomma, una situazione ideale che potrebbe tentare l'attaccante juventino che ogni anno finisce, seppur ufficiosamente, sul mercato, ma che ormai è in aperto contrasto con Claudio Ranieri, capo della fronda degli oppositori che include anche Camoranesi, Tiago e Zebina e Tiago. Trezeguet, corteggiato la scorsa estate anche dal Lione, non esclude quindi un ritorno in patria, unendosi magari al suo ex allenatore: «
Voglio finire bene la stagione alla Juve dove sono sotto contratto fino al 2011, poi si vedrà. Marsiglia è un grande club, se Didier dovesse contattarmi, prenderei la cosa in considerazione, ma per il momento non è all'ordine del giorno».
DIFFICILE CHE RESTI - «
Non ci sono grandi possibilità che Trezeguet resti alla Juve». Lo ha affermato Antonio Caliendo, consulente di David Trezeguet, a Radio Kiss Kiss. Alla base della probabile rottura tra il francese e i bianconeri non ci sarebbero solo i difficili rapporti con Claudio Ranieri. «
Non mi sembra il caso di metterla su questo piano- ha spiegato-
perchè dietro un allenatore c'è sempre la società. Io direi che ogni giocatore vuole solo il meglio, e questo vale anche per i senatori che cercano sempre motivazioni diverse o esperienze diverse. Però non dobbiamo saltare addosso e criticare così ferocemente una società che è pur sempre terza e che ha patito pochi anni fa la retrocessione in serie B». «
Di Trezeguet ne dobbiamo riparlare tra due settimane e vedere un pò anche, d'accordo con la società, che interessi e che intenzioni ci sono da entrambe le parti», ha concluso Caliendo.
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