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TORINO, 17 maggio - «
Dobbiamo svegliarci perché non possiamo continuare così». Claudio Ranieri striglia la Juve. Il pari con l'Atalanta (il quarto di fila) avvicina ancora di più la sua squadra al quarto posto e la allontana dal secondo. Un altro passaggio a vuoto poche ore dopo la sconfitta del Milan, ora a tre punti: «
È stata un'occasione persa molto importante - dice l'allenatore della Juve -
ma dobbiamo continuare a crederci perché possiamo raggiungere il secondo posto e abbiamo la Fiorentina che si sta facendo sotto. Mi aspettavo di vedere bissata la prestazione fatta col Milan, invece siamo tornati a essere allegri e non determinati a tornare ognuno nella propria posizione. Non sono tranquillo, so che possiamo arrivare secondi, terzi o quarti. Ho giocatori che disputeranno a giugno la Confederations Cup e c'è il rischio per qualcuno di fare poche vacanze... Insomma, c'è tanta carne al fuoco».
Ora ci sono il Siena e la Lazio per non perdere la possibilità di entrare nella Champions dalla porta principale: «
Dobbiamo vedere come reagire. In queste due partite c'è tanto da guadagnare e da perdere: bisogna vedere cosa vogliamo fare». I problemi della Juve per Ranieri sono «
una questione di equilibrio. Quando non giochiamo con questo equilibrio ci disuniamo e quindi passa per colpevole la difesa, ma è tutta la squadra che non è attenta alla fase difensiva. Non siamo più quelli che eravamo». E pure Amauri sembra avere subito un'involuzione. «
Ma per me non c'è un problema Amauri» risponde Ranieri che poi aggiunge: «
Non è stato fatto il massimo con questa squadra. Noi ora dobbiamo tirare fuori il meglio, ci stiamo giocando tanto, le motivazioni e la reazione ci devono essere. Poi a fine campionato si analizzerà bene tutto».
A cominciare proprio dal futuro di Ranieri: «
Al 99% resto alla Juve». E se questo non succederà sarà per una decisione della società: «
Ho sempre messo la Juve davanti a tutto - conclude -.
Io sto lavorando per ricostruire la squadra, per cui al mio primo posto c'è sempre la Juventus. Se poi dopo due anni hanno capito che non sono l'uomo ideale per questo progetto, me lo diranno. Io sono molto sereno».