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NAPOLI, 7 giugno - Sedici milioni, più nove milioni e trecento mila euro: venticinque milioni e passa cash, pronto cassa, pronto intervento, pronti per cominciare a ( ri) fare il Napoli, prendendosi Quagliarella e Cigarini, dando una scossa al mercato e fornendo di piedi buoni la squadra. Chi ben comincia è (quasi) a metà dell’opera e per evitare la bagarre dell’asta Aurelio De Laurentiis ha rotto gli indugi, spalancato il portafoglio e squarciato nuovi orizzonti per una squadra da (ri)toccare qua e là, tra difesa-centrocampoattacco, per rimuovere quella patina di diffidenza creata dall’ultimo quadrimestre e (ri)lanciare il progetto, arenatosi ma non demolito da gennaio a oggi.
GLI ACUTI - Venticinque milioni sull’unghia, e poi il valore patrimoniale di Garics e Domizzi, lasciati rispettivamente ad Atalanta e Udinese, che rappresentano danaro virtuale, attraverso il quale oltrepassare la soglia dei trenta milioni di euro, l’investimento massiccio per dare ulteriore spessore ed autorevolezza al Napoli approdato in Europa un anno fa, prima della repentina involuzione. Quagliarella e Cigarini per cominciare: per dotarsi d’un attaccante polivalente e d’un regista classico, moderno, per infilare nel codice genetico della squadra gol impossibili e un Fabregas all’italiana, per rimediare peso, centimetri, però anche senso geometrico, per abbassare ulteriormente l’età media dell’organico.
LE MOSSE - Il piano per il futuro si manifesta con la prepotente irruzione sul mercato di De Laurentiis e s’intravede tra le righe delle pubbliche confessioni di Marino e Donadoni, condite di messaggi diretti o subliminali (il dg: «
inseguiamo tre-quattro calciatori di assoluto valore » ) o di indicazioni vaghe, da maneggiare con cura però (il tecnico: «
serve un po’ di fisicità a centrocampo » ) . La libera - ma mica tanto - interpretazione, conduce dritti a Paolo De Ceglie, per cominciare. Ventitré anni e un fisico da corazziere buono per qualsiasi evenienza, fluidificante di sinistra per la difesa a quattro, o quinto di centrocampo, o anche esterno per il 4- 4- 2: un jolly prospettico, già chiesto alla Juventus prima di ritrovarsi a competere nel braccio di ferro avviato l’altro giorno dall’Udinese. De Ceglie è opzionato, con tanto di promessa bianconera e rimane il prossimo colpetto da rifilare, per dar corporatura al Napoli. Cercasi, poi centrocampista tuttofare, un medianone di rottura e di costruzione da affiancare a Cigarini, uno Dzemaili, che ha talento, corsa, senso tattico, capacità d’adattamento, i muscoli che servono ed è pure un ragazzino. Le voci di dentro impazzano e raccontano di freschi colloqui tra Preziosi e De Laurentiis, in passato incentrati su Thiago Motta, Palladino e Acquafresca ed ora focalizzati su Domenico «Mimmo» Criscito, gioiellino condiviso con la Juventus, un altro puledro con il quale lanciarsi nel futuro.
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