Corriere dello Sport

martedì - 09 febbraio 2010

La Fifa avverte il Brasile: «Basta preghiere»

La federcalcio brasiliana ha ricevuto un «avvertimento» per la preghiera collettiva realizzata in campo dai giocatori dopo la vittoria in Confederations Cup. A muovere la protesta, la federcalcio danese

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La Fifa avverte il Brasile: «Basta preghiere»© AP/LaPresse
RIO DE JANEIRO, 3 Luglio - La Fifa, come riporta oggi il quotidiano brasiliano Estado de S.Paulo, ha chiesto alla Cbf «moderazione» nell'atteggiamento dei giocatori più religiosi, ma ha chiarito che non intende per ora adottare misure più severe, visto che la preghiera collettiva e l'esibizione delle magliette con le scritte inneggianti a Gesù (come quella di Kakà) si sono svolte tutte dopo il fischio finale dell'arbitro, mentre le regole della federazione internazionale proibiscono espressamente solo le manifestazioni religiose nel corso dell'incontro.

IL RECLAMO - Le proteste più vibranti all'atteggiamento brasiliano sono venute dalla federcalcio danese, che ha chiesto alla Fifa punizioni esemplari perché il fatto non torni a ripetersi. Con le decine di giocatori extracomunitari in campo, numerose federazioni temono che la tolleranza della Fifa apra il precedente per manifestazioni sempre più estremiste, e in particolare che i molti musulmani possano seguire l'esempio brasiliano. Come confermano d'altronde le commemorazioni, anche quelle apertamente religiose di giocatori della squadra egiziana, sempre in Confederations Cup.

12/07/2009 17:44:20
 
E ti pareva che non saltava fuori il solito benpensante...

04/07/2009 16:28:56
 
In effetti non è più tollerabile l'atteggiamento della squadra brasiliana, mi stupisco che si sia dovuta aspettare la protesta danese. Soprattutto in competizioni di livello mondiale dove partecipano squadre di ogni credo e dove dovrebbe prevalere il rispetto reciproco, l'ostentazione religiosa non è assolutamente di buon esempio.

04/07/2009 15:54:00
 
Chissà perchè, quando ci sono episodi di questo tipo, si tirano sempre fuori discorsi del tipo "sennò cosa faranno i musulmani?". Tanto per cambiare, sono sempre i cristiani a doversi giustificare. Intanto, per mettere i puntini sulle "i", i brasiliani hanno già mandato la FIFA a quel paese.
 
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