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NAPOLI, 25 settembre - Ora è tutto ancora più chiaro: perché De Laurentiis a domanda («
allora si va avanti per ora con Donadoni e Marino?») risponde: «
Il Napoli va avanti e per il momento il Napoli è De Laurentiis. Io non cerco colpevoli ma se c’è un problema lo devo risolvere, lo devo rimuovere». La traduzione dell’allusione non è libera ma obbligata: risolvere il problema, dunque rimuoverlo. Donadoni resta seriamente in bilico su quella panchina e Pierpaolo Marino comincia a vacillare, dopo sei anni di Napoli.
LA CHIAREZZA - Accade tutto al termine dell’incontro a Palazzo san Giacomo, dove Aurelio De Laurentiis incontra l’assessore allo sport del Comune di Napoli Alfredo Ponticelli e Michele Uva, coordinatore della struttura Figc che sta lavorando alla candidatura italiana per l’organizzazione degli Europei 2016 in Italia. La questione è lo stadio ma fuori c’è folla di cronisti e sete di risposte. Il tema della giornata è l’impianto di Fuorigrotta. nell’ambito delle consultazione con comuni e società di calcio sulla strada del 2016. De Laurentiis arriva alle 15,10 accompagnato da suo figlio Edoardo, vicepresidente del club, dal direttore commerciale Alessandro Formisano e da Andrea Chiavelli, amministratore della Filmauro. Due ore dopo, circa, di corsa, le battute che fanno chiarezza e aiutano a capire: «
Deluso? Io non sono arrabbiato: faccio solo delle valutazioni. Sono uno che sta sul pezzo. Anche se sono a Los Angeles, metto il fiato sul collo. Cerco di capire i discorsi di chi collabora con me. Nella vita si sbaglia. Solo chi non lavora non sbaglia. Io non credo di aver sbagliato in 5 anni. Sto facendo delle riflessioni, poi decido io chi ha sbagliato e chi non ha sbagliato». .
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Antonio Giordano