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ROMA, 10 novembre - E ora «rotta» sullo scontro-diretto, la sfida che può rimettere in equilibrio i rapporti di forza in campionato (certificati dalla classifica), riaprire la corsa verso lo scudetto, riproporre con forza la candidatura della
Juventus. Dalla depressione all’euforia, dalla sconfitta casalinga, pesantissima, con il Napoli, alla consapevolezza che le cose possono, anzi devono cambiare. Prima la vittoria sul Maccabi Haifa in trasferta che ha consegnato una buona parte del biglietto verso gli Ottavi di Champions, quindi il successo di Bergamo sulla temutissima Atalanta ( temutissima soprattutto perché in panchina sedeva un ex come Antonio Conte). Infine, la serata domenicale, con «l’aiutino» arrivato da chi non ti aspetti, cioè da Claudio Ranieri che dalla Juve nella scorsa primavera ha divorziato non certo consensualmente.
A disposizione tre giornate di campionato per sistemare i conti (sportivi, quelli di competenza di Ciro Ferrara): duecentosettanta minuti che ci diranno se questa Juventus può realmente contendere lo scudetto all’
Inter dopo anni di un dominio praticamente assoluto dei nerazzurri sul campionato.
Il calendario sembra dare un piccolo vantaggio costituito dal fatto che la squadra nerazzurra, prima dello scontro diretto, dovrà vedersela ( in casa) con la Fiorentina, sempre più quarta forza del campionato, a distanza non siderale da Milan e Juventus. Per giunta, dopo la sosta internazionale, i ragazzi di Mourinho dovranno far visita al Bologna (sarà l’anticipo del 21 novembre, alle 18), squadra che è parsa rianimata dalla cura Colomba (ne sa qualcosa il Palermo).
Certo, la marcia di avvicinamento allo scontro- diretto della Juventus non sarà riposante: Udinese in casa (il posticipo del 22 novembre) e Cagliari in trasferta sette giorni dopo. Si viaggia su equilibri precari e basta poco per far pendere la bilancia da una parte o dall’altra. Su tutto peseranno le motivazioni (e le preoccupazioni) e il recupero di giocatori determinanti. Mai come in questo caso, però, chi si ferma è perduto.
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