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L’AQUILA, 12 novembre - Una festa, la solidarietà, e poi numerosi progetti concreti. La nazionale di calcio campione del mondo fa visita alle popolazioni terremotate de l'Aquila, ed è festa. «Il primo impatto all'ingresso della nazionale sul campo dell'Aquila è stato decisamente positivo» ha detto il presidente federale Giancarlo Abete all'arrivo degli azzurri allo stadio comunale Tommaso Fattori in occasione dell'allenamento a porte aperte. Abete ha poi fatto il punto sulle iniziative di sostegno alla ricostruzione. «
L'incasso della partita di ottobre a Torino contro la Bulgaria - ha ricordato -
è stato già accantonato. Sono 300 mila euro, li uniremo ai fondi stanziati dall'Uefa e li finalizzeremo a progetti, prevalentemente di natura sportiva. Il calcio da solo non può risolvere problemi strutturali di ricostruzione di un'intera provincia, ma oltre alla solidarietà i nostri progetti faranno da volano anche alla ripresa economica».
FOTO: ITALIA, AZZURRO A L'AQUILA
FOTO: L'ALLENAMENTO AZZURRO
VIDEO: GLI AZZURRI FRA LA GENTE
LE INIZIATIVE - Nei prossimi giorni sarà inaugurato il campo del “Nello Mancini”, di proprietà della Federazione e ristrutturato per diverse centinaia di migliaia d'euro: sarà messo a disposizione del Comune per l'uso delle squadre della provincia. I campi sportivi sono stati usati come base della protezione civile, in alcuni casi è stato necessario costruire al di sotto dei manti erbosi anche le fogne. Così attualmente in tutta la provincia solo quattro campi sono praticabili dai numerosi club locali, a Ocre, Lucoli, Navelli e Scoppito. La Federazione completerà poi a L'Aquila la costruzione, «con criteri antisismici», della nuova sede locale della Figc. Un investimento di circa 2 milioni di euro, ossigeno per l'economia locale. Infine i minipitch del progetto Aic: ciascuno dei 23 azzurri campioni del mondo ha donato, tramite l'Assocalciatori e con il patrocinio Figc, un mini impianto sportivo polifunzionale in erba artificiale.
I DONI - Sono cinque (
Grosso, Oddo, Nesta, De Rossi e Gattuso) i giocatori che hanno deciso di donare a L'Aquila i minipitch loro intitolati. «
È un momento di festa per molta gente che deve lasciarsi alle spalle una grande tragedia come quella del terremoto - ha concluso Abete -. Sono sicuro che vivremo dei momenti intensi qui all'Aquila in questa giornata. È ancora un momento delicato per questa città che sta pian piano ripartendo, siamo contenti di poter dare anche noi il nostro contributo».
LA ZONA ROSSA - Uno sguardo ai fantasmi del terremoto, tra case pericolanti, macerie a bordo strada e il monumento agli otto ragazzi morti nella Casa dello studente: dopo l'allenamento a porte aperte, la nazionale ha cominciato la sua visita al centro storico de L'Aquila. A bordo di un pullman, Lippi e gli azzurri sono accompagnati nelle zone più colpite dal sisma. A far da guida e raccontare le mille storie dietro ogni tappa e ogni cumulo di pietre c'è Guido Bertolaso, sottosegretario alla Protezione civile, presente con il gruppo della nazionale sul bus. Lungo via XX Settembre, il torpedone scortato si è fermato di fronte al Tribunale, a un condominio completamente raso al suolo, e poi alla Casa dello Studente, l'edificio che ospitava i ragazzi fuori sede dell'Università cittadina e per il cui crollo sono scattati numerosi avvisi di garanzia. La visita si concluderà con una sosta a Bazzano, una delle zone ricostruite con condomini edificati con sistemi antisismici.
EMOZIONI - «
Una sensazione bellissima». Questo invece il primo commento del ct della nazionale Marcello Lippi sull’allenamento a porte aperte degli azzurri. «
È la riprova - ha detto Lippi -
che quando la nazionale prende un impegno lo rispetta. Io ero già stato qui due mesi fa, sono contento di ripetere questa esperienza e sono convinto che questa giornata sarà carica di suggestioni. Due mesi fa c'erano dei cantieri. Ora vedo queste case costruite con criteri moderni, e soprattutto gente molto molto felice. Questo è un mezzo miracolo, le persone ci chiedono "dateci coraggio", ma sono loro a regalare coraggio a noi». Forti emozioni anche per il capitano dell’Italia Fabio Cannavaro: «
Nell'80 ho vissuto il terremoto a casa mia, a Napoli - ha raccontato il difensore tra la gente della new town di Bazzano -
conosco la paura di questa gente. ricordo che la mia casa non fu toccata dal sisma, ma bastava un lieve movimento del lampadario sul soffitto e quel terrore ti assaliva di nuovo. Anche se non ce ne era bisogno, la gente dormiva in macchina».
BERTOLASO: «SPERO IN UNA PARTITA A L'AQUILA» - Il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso dopo aver ricevuto dagli azzurri la maglia numero 10 si è augurato che un domani una partita della Nazionale maggiore possa essere ospitata allo stadio comunale dell'Aquila 'Tommaso Fattori'. «
Certo è - ha detto Bertolaso -
che lo stadio è un po' piccolo per le specifiche di una partita del genere, servirebbe magari una sequenza di piccole partite in modo da consentire agli abitanti di questa città di assistere a turno».
GROSSO A PRANZO CON GLI SFOLLATI - Travolti dall'entusiasmo delle persone che hanno condiviso la mensa con loro gli azzurri si sono concentrati in pochi tavoli. Solo gli abruzzesi Fabio Grosso e Morgan De Santis hanno deciso di mangiare con alcune famiglie ospiti della caserma di Coppito dove, la selezione di Lippi è arrivata dopo l'allenamento a porte aperte. Un pranzo speciale per mamma Annalucia Mascioletti a tavola insieme alla figlia Sofia De Pietra di 9 anni, che avevano la casa in zona rossa. «
Siamo state felicissime - commenta la signora Mascioletti -
di poter pranzare insieme a dei campioni della nostra terra. In particolare, Fabio, si è dimostrato una persona in gamba e pronto ad ascoltare la nostra storia». È la storia di una famiglia che dopo aver perso casa ha avuto la possibilità di restare all'Aquila in uno degli alloggi della caserma di Coppito. «
Ho chiesto a Fabio Grosso - prosegue la signora -
di non dimenticarci e di chiedere a mister Lippi di far tornare la Nazionale all'Aquila».