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PARIGI, 20 novembre - La Francia risponde picche alla richiesta della Federcalcio irlandese di spalleggiarla presso la Fifa per chiedere la ripetizione del ritorno dello spareggio per la qualificazione ai Mondiali 2010. Malgrado le parole del capitano dei Bleus, Thierry Henry, che aveva detto che «
rigiocare il march sarebbe la soluzione più giusta», la Federazione transalpina ha dichiarato che le decisioni della Fifa «
dettano legge e si impongono alle due nazionali».
La Fifa ha dichiarato questa mattina che Francia-Irlanda, il cui risultato era stato viziato dal fallo di mano di Henry che aveva permesso a Gallas di pareggiare il gol di Robby Keane e alla nazionale transalpina di qualificarsi per Sudafrica 2010, non può essere ripetuta come chiesto dall’Irlanda. Quest’ultima non si è però arresa e stasera ha reiterato la sua petizione, chiedendo appoggio alla Federazione francese. Poco fa la risposta negativa di quest’ultima.
La Federcalcio francese, però, ha voluto esagerare. Oltre a rispondere picche agli irlandesi, ha avuto anche il coraggio di elogiare Henry, il quale, a frittata ormai fatta e con la qualificazione in tasca, ha voluto fare il beau geste di domandare perdono e di chiedere la ripetizione della partita. Un po’ troppo facile, a babbo morto. Ma incurante della figuraccia cui si espone, la sua Federazione ha espresso pieno sostegno al capitano, sostenendo che, avendo egli ammesso il suo errore, ha dato prova «
di un’onestà all’altezza della sua carriera esemplare in tanti grandi club e in nazionale». La Fff ha poi detto di comprendere «l
a delusione e l’amarezza dei giocatori, dei dirigenti e dei tifosi irlandesi», sostenendo però che in passato «
anche il calcio francese ha sofferto per eventi della medesima natura. Noi - si legge ancora nel comunicato -
non abbiamo mai cercato di negare l’errore dell’arbitro che ha permesso l’assegnazione del gol del pareggio alla Francia». E ci mancherebbe altro, verrebbe da aggiungere. Insomma, in tutta questa storia gli irlandesi si trovano cornuti e mazziati. Sono stati derubati della qualificazione ai Mondiali e ora vengono pure presi in giro.