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BARCELLONA, 24 novembre - La sua città lo ha accolto con l'affetto che viene riservato solo ai figli. E non a caso
Samuel Eto'o quando è a Barcellona si sente davvero a casa. Il suo appartamento in una zona esclusiva della città, la scuola dei figli, il cinema, i ristoranti e le girate in bicicletta: ogni posto gli porta alla mente un ricordo piacevole. Il suo presente avrebbe potuto essere nella
Roma, nella
Juventus o nel
Milan, tre formazioni che lo hanno cercato con insistenza in epoche diverse, e invece stasera guiderà l'
Inter al Camp Nou, nel match che potrebbe sancire l'eliminazione dei suoi ex compagni dalla Champions League. Scherzi del destino.
DESTINO - José Maria Mesalles cura gli affari di Eto'o da quando è sbarcato in Spagna, ad appena 15 anni. Un procuratore... d'ufficio. «
Ero a Madrid per il trasferimento di Karembeu al Real - ha raccontato l'avvocato - e i dirigenti mi chiesero di assistere anche Samuel che non aveva un agente e doveva fare il suo contratto. Da allora lo considero come un figlio » . E' stato Mesalles a pilotare il passaggio di Eto'o all'Inter. «
La trattativa di fatto è nata tra il marzo e l'aprile del 2007 quando mi sono incontrato due volte, una in Spagna e una in Italia, con Branca e il mio amico Claudio Vigorelli (agente Fifa, ndi).
Poi si è fatto avanti anche il Milan che ha provato ad acquistarlo. Con Galliani ci siamo visti, ma il Barcellona non lo ha voluto cedere» . Le due milanesi però non sono state le uniche società italiane che hanno cercato Sammy: «
Quando Ranieri è arrivato sulla panchina della Juventus ha chiesto con insistenza Eto'o perché aveva allenato il Valencia e lo conosceva bene. Con i dirigenti della Juventus abbiamo parlato ma non se n'è fatto niente. Nell'estate 2008 invece è stato il turno della Roma: i dirigenti giallorossi ci hanno provato, ma, nonostante il Barcellona avesse deciso di cedere lui, Deco e Ronaldinho, l'affare non si è chiuso. Evidentemente era destino che andasse all'Inter dove ora è felice».
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Andrea Ramazzotti