
© Bartoletti
ROMA, 24 novembre - Un flop. Campidoglio, che è sempre uno spettacolo, ore quindici e quarantacinque o giù di lui, cielo autunnale, temperatura primaverile. Da settantacinque minuti nell’ufficio del sindaco Gianni Alemanno, sono seduti intorno a un tavolo, il primo cittadino della capitale, la dottoressa Rosella Sensi accompagnata dal fedele Pippo Marra (grande capo di Adnkronos, agenzia stampa che ha un contratto con Italpetroli), il dottor Paolo Fiorentino, numero due di Unicredit, Maurizio Cereda direttore generale di Mediobanca (Unicredit non sapeva finché non ha visto che ci sarebbe stata la presenza anche dell’advisor del gruppo Italpetroli). Oggetto della discussione: presente e futuro della Roma calcio che vede contrapposti Unicredit creditrice di 325 milioni nei confronti del gruppo Italpetroli, controllante la società giallorossa.
I sospetti di un flop, sono stati confermati dalle successive telefonate, diciamo confidenziali. Non c’è stato nessun riavvicinamento tra le parti, anzi il solco si è allargato, con la dottoressa Sensi che al dottor Fiorentino ha ribadito l’intenzione di querelare e chiedere i danni. Il più deluso di tutti è stato proprio il sindaco rimasto perlomeno perplesso, così ci assicurano, per la posizione assunta dalla dottoressa Sensi, la quale ha anche provato a parlare dello stadio, ricevendo come risposta il silenzio totale, sindaco compreso. Un silenzio che può anche essere interpretato come il definitivo disimpegno del primo cittadino nei confronti di quel progetto (oddio il progetto ancora non si è visto) che pure, non più tardi di qualche settimana fa, era stato presentato a Trigoria al motto vogliamo stupirvi con gli effetti speciali.
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Piero Torri