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NAPOLI, 21 dicembre - Buon Natale lanciandosi dall’otto volante verso mete sconosciute, sognando Europa e Sud Africa, sentendosi addosso la glassa d’un giorno speciale, come il talento emerso in due anni e mezzo: «
Sì che sono contento e non solo per il gol» .
Hamsik, Hamsik, Hamsik: otto volte Hamsik, d’astuzia, di potenza, con la freddezza glaciale del killer da dischetto, con l’autorevolezza d’un ragazzino con la testa e il cervello d’un uomo già maturo, con la consapevolezza che questa è una storia da vivere fino in fonso, accada quel accada. «
Perché, si può dirlo, il Napoli è una grande squadra. E l’ha dimostrato vincendo da grande squadra».
GLI OBIETTIVI - Il Chievo è il passepartout per la gioia senza confini e quel sesto posto che sa d’Europa è un passo d’avvicinamento alla zona-Champions, ai sogni da conservare dentro, lasciandoli implodere nell’attesa che qualcosa succeda: «
Non facciamo calcoli, andiamo avanti alla giornata. Ma il gruppo c’è ed io sono già arrivato dove non ero mai riuscito: un anno fa toccavo quota sette, ora ho segnato un gol in più. Vorrei arrivare in fretta a dieci, per battere il mio personale» . Volere è potere, se sull’assist di Quagliarella, una parabola che sa di liana per andare al di là del muro, il miglior Hamsik, oltre allo stop and go, ci mettesse il piattone: «
E invece ho voluto giocare di forza. Dovevo piazzarla. Ma è andata bene lo stesso. Siamo lanciatissimi, ma non siamo sazi. La Juventus è a tre punti ma non la guardiamo. Pensiamo ai fatti nostri, alla nostra classifica».
FOTO: lo show azzurro
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Antonio Giordano