© BartolettiROMA, 30 gennaio - Ranieri vuole una Roma concentrata domani per la sfida casalinga con il Siena, che affronterà con una vera e propria emergenza in attacco. Totti, Toni, Vucinic e Menez sono fuori. La Roma è «a metà del curvone», e ora affronta il Siena, «una pericolosa buccia di banana», su cui Ranieri non vuole scivolare. Vista l'emergenza, Totti era pronto a stringere i denti un'altra volta, ma Ranieri ha detto di no al capitano. «Non mi piace rischiare la gente in un momento cruciale - ha detto l'allenatore giallorosso in conferenza stampa - perché poi dopo il Siena abbiamo l'Udinese in coppa Italia. Meglio che riesca a recuperare bene, sennò facciamo come a Torino con la Juve, perché il capitano è una persona d'oro, non si tira mai indietro, lui scenderebbe in campo, ma non voglio rischiarlo».
PRUDENZA - Ranieri sceglie la via della prudenza anche se dovrà inventare l'attacco. «Il campionato è lungo e Totti vogliamo recuperarlo. La partita domani è difficilissima, lo sappiamo, chi gioca dovrà cercare di far gol». Oltre a Baptista, c'è Okaka, che lunedì andrà al Fulham. «Meglio averlo che non averlo, fino a lunedì. Poi il ragazzo dovrà andare a farsi le ossa. Se entrerà bene nel campionato inglese, tornerà un nuovo Okaka. Io son convinto che farà bene e sarà fondamentale per la sua crescita».
BAPTISTA - L'unica nota lieve è Julio Baptista, che scalpita. Ranieri si fida del brasiliano. «Da quando ha potuto riallenarsi al 100 per cento sono contento perché è un professionista serissimo, oltre che un campione. Mi aspetto che possa farci vedere i gol, le giocate, voglio che giochi come sa, un calciatore importante, non per niente l'aveva chiesto l'Inter, ma me lo tengo ben stretto».
MENEZ - L'oggetto misterioso è ancora Menez, non convocato perchè ha lamentato un problema al 'ginocchietto'. Lo definisce così, in senso un po' ironico, Ranieri, che vorrebbe poter contare sul talento francese: «Sono convinto che piano piano ci farà vedere le sue qualità. È un giocatore importante che può sbocciare da un momento all'altro, può fare la differenza mi auguro siano brevi i tempi di attesa. Quando vedo che c'è un giocatore che ha delle qualità mi piace aiutarlo a esprimerle, credo sia compito dell'allenatore far sì che tutto il materiale umano a disposizione sia all'altezza della situazione, è il mio lavoro. Credo che sia un ragazzo molto sensibile, si fa voler bene dallo spogliatoio, non è uno che i compagni emarginano o isolano. Anche loro vedono il campione che vedo io, vorremmo che riuscisse a esternarlo da noi».
FEELING - Come è cambiato il rapporto con la squadra in questi mesi? «È cambiato perché conosco nei minimi particolari i miei giocatori, e loro conoscono me, loro sanno quello che chiedo, dobbiamo migliorare ma questa è una buona base di partenza, dobbiamo insistere su questo feeling».
TOTTI - Le condizioni di Francesco Totti non lo preoccupano, ma non vuole correre rischi. «Sta bene, nel senso che ha fatto differenziato, però oggi gli ho detto che non lo volevo rischiare, lui avrebbe voluto esserci, ma io non sono un allentore che vuole chiedere troppi ai suoi. Farlo giocare domani significava rischiarlo troppo per il futuro, spero di averlo per giovedì».
MOTTA RESTA - Ranieri ha bloccato il terzino destro Marco Motta, che stava per andare al Manchester City: «Il calcio è come un vulcano, come lo vedi oggi domani non è, dopo la partita col Catania ho parlato con Marco e preferisco che rimanga qui». Per domani c'è l'ipotesi di spostare Taddei a sinistra. «È una soluzione, visto che nel Siena giocava a sinistra, è molto duttile come Brighi e Perrotta, per cui danno possibilità di utilizzarli in vari ruoli».
EMERGENZA ATTACCO - I tanti assenti in attacco non fanno stare tranquillo Ranieri. «Mi preoccupo perché le squadre sono costruite mettendoci gli attaccani giusti che ti fanno vincere le partite. Dovremmo fare un grande sforzo, mi auguro che ci sia un grande pubblico che ci dia una mano, ne abbiamo bisogno, il Siena è una grossa trappola, gioca un buon calcio è disperata, dovremmo soffrire».
CARATTERE - La Roma è cambiata soprattutto dal punto di vista della grinta. Lo zampino di Ranieri in questo senso è evidente. «L'allenaotre è importante, ma è più importante il giocatore, perché se non ha il carattere non glielo puoi mettere dentro. Questi giocatori hanno le qualità che vedete, l'allenatore li aiuta ad esprimerle. Ma loro ce l'hanno dentro, tutto quello che stanno ottenendo è frutto dei sacrifici che stanno facendo, della perseveranza nel lavoro».
JUAN - Uno dei protagonisti del cambiamento è Juan, rinato con Ranieri: «Un allenatore parla sempre con tutti, poi c'è quello che recepisce di più le parole dell'allenatore e chi non le recepisce. Juan è un giocatore straordinario, merito di chi l'ha acquistato».
CURVONE - A che punto è la Roma, nella sua rincorsa? «Se la fine del curvone è a metà marzo siamo al centro, stiamo spingendo e non voglio nessuna buccia di banana, domani c'è una bella buccia di banana, non voglio che ci si vada sopra».
FERRARA - L'esonero di Ferrara certo non stupisce Ranieri: «È il calcio, non lo scopro io, soprattutto in Italia quando non si fanno risultati l'anello debole è sempre l'allenatore». Una parola di solidarietà anche per Mutu: «Un ragazzo d'oro, l'ho avuto al Chelsea, mi dispiace tanto per quello che sta passando».
MERCATO - Sul mercato non ci saranno grossi movimenti né in entrata né in uscita. «Credo non ci saranno altri movimenti, ma non prendetele per buone al 100 per cento queste parole, perché non è mia competenza parlare di mercato. Chi ha fatto meglio in questa sessione? La Roma con Toni».
