Pazzini: «La Juve? Che onore!»
Protagonista con la Samp, lo vuole il Chelsea. Lui la scelta l'ha già fatta: «È una grande squadra. E io preferisco l'Italia...Mi piacciono il campionato spagnolo e quello inglese Però qui sto alla grande Cassano? Sono felice sia rimasto, è un campione»

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VIAREGGIO, 2 febbraio - Giampaolo Pazzini alla Juve, una voce insistente, che fa il paio con l'altra destinazione riservata al Pazzo, il Chelsea di Ancelotti. Lui, il diretto interessato, ieri era a Viareggio per leggere il giuramento del Mondiale Primavera per club. Un torneo che Pazzini ha giocato con l'Atalanta per due volte. Oggi il ragazzo che all'inizio degli Anni Duemila sperava di diventare un campione è tra gli attaccanti in copertina del nostro campionato: insieme a Cassano è stato grande protagonista dello straordinario avvio di stagione della Sampdoria che nelle prime giornate era rimasta incollata alla vetta della classifica. Per Pazzo e Antonio a Genova si cominciava a parlare di un nuovo tandem alla Vialli-Mancini, poi il percorso della squadra doriana è cambiato ma il talento di entrambi è rimasto. Giampaolo poteva partire ora, destinazione Premier (non ci sarebbe stato solo il Chelsea...) invece per definire il futuro di Pazzini tutto è rimandato a luglio. Chissà perché, forse perché a luglio sarà pronta la Juve quanto il Chelsea. E Pazzini, lo dice a chiare note, senza cassare la possibilità di fare un'esperienza all'estero, preferisce l'Italia. Oltre al futuro, la vicenda Cassano, l'amicizia con Toni. Pazzini si racconta e non nasconde che l'interesse della Juve lo fa quanto meno... arrossire.
Alla fine Cassano è rimasto. Contento?
«Sì, perché Antonio è un campione».
Ma quando la storia è venuta fuori lei cosa ha pensato?
«Dico la verità: che fosse una roba buttata lì, per fare un po' di confusione. Poi, con il passare delle ore, ho capito che era tutto vero. Aveva fatto tutto Antonio».
In quelle ore lei lo ha chiamato?
« No, non direttamente. Avevo notizie per interposta persona».
Parliamo di futuro. Si dice Juve e Chelsea, mica male per Pazzini...
«No, per carità: ma sono solo cose che ho letto. A me piacciono il campionato spagnolo e quello inglese, ma preferisco giocare in Italia, il nostro Paese è quello in cui continuo a star meglio, anche calcisticamente parlando».
Quindi sentire dire Juve che sensazione le dà?
«Bella, devo dire che sono onorato. Ma anche che ora sto bene alla Samp. Però la Juve è una grande squadra».
Ma la situazione attuale della Juve come la valuta?
«Bisognerebbe star dentro per sapere. Certo, stupisce: perché ha grandi giocatori».
Leggi l'intervista completa sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-Stadio
Fabio Massimo Splendore