EURO '60 – Il Ragno Nero
I primi Campionati Europei si disputarono in Francia nel 1960: la finale fu giocata tra Russia e Jugoslavia e fu vinta dai Russi, grazie al gol segnato da Viktor Ponedelnik al 113', a 7' dalla fine del secondo supplementare. Quella del 1960 rimane l'unica vittoria al Campionato Europeo della Russia, che in quell'occasione schierava tra i pali Lev Yashin, il "Ragno Nero" tutt'ora considerato il più forte portiere di tutti i tempi e l'unico nel suo ruolo che sia riuscito a vincere il pallone d'oro.
EURO '64 – le Furie Rosse e il fattore campo
La Spagna ospita la seconda edizione dei Campionati Europei e, proprio la Spagna, in finale, si trova a sfidare i campioni uscenti della Russia. La squadra di casa può contare su un Santiago Bernabéu gremito in ogni ordine di posti e su Luís Suárez, il fenomenale centrocampista che in quel periodo aveva fatto le fortune dell'Inter. L'Unione Sovietica si deve inchinare alle Furie Rosse, che vincono per 2 a 1, facendo valere per la prima volta il fattore campo.
EURO '68 - la monetina d'oro
Il campionato Europeo sbarca in Italia e proprio l'Italia fa molto parlare di se, prima per la conquista della finale con il lancio della monetina e successivamente per il replay della finale. In semifinale l'Italia incontra l'Unione Sovietica e nessuna delle due squadre riesce a segnare. L'ingresso in finale viene assegnato con il lancio della monetina e l'Italia si aggiudica il diritto di giocare contro la Serbia per la conquista del titolo. Il primo incontro con la Serbia termina in parità (1-1) e solo nel replay della finale due giorni dopo l'Italia riesce a vincere per 2-0.
EURO '72 – La Germania dei sogni
La fase finale dei campionati Europei si gioca in Belgio, dove arrivano le 8 squadre che hanno superato gli otto gironi all'italiana, giocati tra il '70 e il '72. Le semifinali e le finali si giocano a gara unica, tra il 14 e il 18 giugno 1972. La più accreditata alla vittoria finale è la Germania Ovest che si presenta con tre blocchi di giocatori provenienti da Bayern München, Borussia Mönchengladbach ed Eintracht di Francoforte. L'Italia viene eliminata per 2 a 1 dai padroni di casa del Belgio, a loro volta eliminati dalla Germania che incontra in finale l'Unione Sovietica (3 finali e una semifinale in 4 edizioni). La finale si gioca a Bruxelles il 18 giugno e vede la fortissima Germania Ovest vincere per tre a zero contro l'Unione Sovietica.
EURO '76 – il cucchiaio di Panenka
Il torneo è diviso in tre fasi: la prima si gioca all'italiana, le squadre sono divise in otto gironi e si qualifica solo la prima di ogni girone: la Cecoslovacchia, l'Olanda (che elimina lì'Italia), la Jugoslavia, la Germania Ovest, la solita unione Sovietica, il Galles, il Belgio e la Spagna. Nella seconda fase le otto squadre si scontrano in due partite di andata e ritorno che segnano il passaggio alle semifinali di Cecoslovacchia, Olanda, Jugoslavia e della favoritissima Germania Ovest. La fase finale si giocherà in una sola nazione, il sorteggio affida l'organizzazione alla Jugoslavia, che diviene la prima nazione dell'est Europeo a ospitare la fase finale degli Europei. Pur venendo considerata la più debole del raggruppamento, la Cecoslovacchia raggiunge la finale battendo l'Olanda. Ad attenderla allo stadio della Stella Rossa di Belgrado trova la Germania che ha eliminato la Jugoslavia padrona di casa. La Cecoslovacchia passa in vantaggio ma è raggiunta dalla Germania e la partita finisce in parità (2-2). Si va ai rigori e qui nasce la leggenda di Panenka che segna il rigore decisivo tirando a cucchiaio, facendo impazzire i tifosi e inimicandosi Sepp Meier, considerato uno dei portieri più forti di tutti i tempi.
Simone
27/06/2008 17:40:15