VIENNA, 28 giugno – Lo spicchio d’Italia in campo domenica, tra
Germania e
Spagna. Roberto
Rosetti, arbitro dell’atto conclusivo di
Euro 2008, divide l’onore della scelta con tutto il mondo arbitrale nostrano:
«È un riconoscimento e una grande soddisfazione per tutti i miei colleghi, da quelli che calcano i campi di calcio di terza categoria fino agli arbitri di A. Noi direttori di gara italiani abbiamo sempre goduto di grande considerazione. Abbiamo alle spalle personaggi importanti, primo tra tutti Collina che è un simbolo del calcio nel mondo. Sentiamo la grande responsabilità di rappresentare una grande federazione e tanti illustri predecessori».
PARLARE? SONO FAVOREVOLE – In Italia un arbitro non può parlare del suo operato, mentre succede il contrario nelle grandi manifestazioni. Il direttore di gara si dice favorevole al dialogo, nel rispetto delle parti
:«Io non sono mai stato contrario a parlare, le critiche fanno parte del gioco. È normale che un tifoso sfoghi sull’arbitro le responsabilità della propria squadra, anche mio padre è un tifoso e so come reagisce. Ma le critiche non sono accettabili quando diventano accidiose o, ancora peggio, violenze».
LO SCHERMO DELLO STADIO – Rosetti vorrebbe una scelta nelle immagini del megaschermo all’interno dello stadio: no alla
moviola, si allo spettacolo.
«Le immagini sono antipatiche quando evidenziano situazioni controverse perché possono essere pericolose. Al contrario, quando sottolineano un gesto tecnico, sono un supporto spettacolare».
CONFRONTO IMPARI CON LA TV – L’arbitro della finale mette le mani avanti sulla possibilità che le immagini televisive evidenzino qualche errore:
«Io non so quante telecamere ci saranno in campo domenica, ma noi abbiamo una sola prospettiva quindi il confronto è perso in partenza. La partita che si vede in tv è diversa da quella che si vede in campo, e noi vediamo la partita sul campo».
Antonio Maglie
simone
14/07/2008 22:14:18