Corriere dello Sport

sabato - 31 luglio 2010

Federer in trionfo, Murray si arrende

Lo svizzero piega lo scozzese in tre set e vince il quinto Us Open di fila

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Roger Federer bacia la Coppa degli Us Open© AP/LaPresse
NEW YORK, 9 settembre - Roger Federer è di nuovo Re. Roger Federer incanta di nuovo le platee. Roger Federer è di nuovo il cannibale che tutto divora e tutto conquista e per la quinta volta consecutiva conquista da protagonista il cemento di Flushing Meadows di New York, teatro del quarto ed ultimo Open dell'anno. Lo svizzero torna così al successo in un torneo del Grande Slam che mancava da 365 giorni. L'ultimo trionfo era stato proprio agli Us Open quando era riuscito a piegare in tre durissimi set Novak Djkovic. Questa volta, l'avversario di turno, o meglio "lo sparring partner" con cui l'elvetico ha dovuto scambiare la pallina per circa un'ora e quarantacinque minuti di gioco è stato lo scozzese Andy Murray, strabiliante nella due giorni contro lo spagnolo Rafael Nadal, quanto innocuo e falloso nel momento più importante e decisivo della sua carriera.

LA PARTIRA - Murray ha dovuto alzare bandiera bianca dopo soli tre set, dopo un match che non ha avuto storia: 6-2, 7-5, 6-2 il punteggio finale che ha consacrato l'elvetico ancora una volta sul trono di New York. Solo nel secondo set il britannico ha impegnato Federer fino quasi al tie break. Ma quando lo scozzese ha visto sfumare la possibilità del sei pari (game fantastico dominato da Federer, chiuso con un passante a rientrare di dritto), nel terzo set si è letteralmente deconcentrato, rischiando addirittura un secco 6-0, rimediato poi con un 6-2 più onorevole. Era peraltro alla sua prima finale in uno dei grandi tornei del tennis mondiale.

IL CARRO DEI VINCITORI - Facile dire oggi che Federer fosse il favorito assoluto, il principale candidato per la vittoria. Alla vigilia tutti (compresa l'organizzazione del torneo che gli ha affibiato il n° 2 nel tabellone nonostante le quattro edizioni vinte in precedenza), o quasi, lo davano per morto, bollito, esaurito come la più scarsa delle batterie di seconda mano. Ed invece il campione ha reagito. Ha assorbito le molteplici batoste accusate nel corso dell'anno (soprattutto per suoi demeriti e anche a causa di una mononucleosi fastidiosa che ne ha limitato la preparazione atletica) e all'inizio del torneo statunitense si è messo tutto alle spalle. Unico obiettivo la vittoria finale. Nella prima settimana ha "giochicchiato", confermando uno stato di forma e psicologico non proprio ottimale. Poi il momento decisivo agli ottavi di finale quando al suo cospetto si è presentato un Igor Andreev d'eccezione. Quella è stata la partita decisiva per Federer: match vinto in cinque set durissimi contro un avversario capace di mettere in piedi il match della vita. Una partita che non ha solo messo in condizione Roger dal punto di vista mentale, ma che ha dato lustro alla sua condizione fisica, consentendo al campione elvetico di guadagnare quella fiducia sui colpi di rimbalzo e sulla resistenza, che nei tornei precedenti gli era senza dubbio mancata. Poi è arrivata la vittoria in scioltezza contro Muller e il decisivo colpo contro il favoritissimo Djokovic (forse ancor più dello spagnolo n° 1 al mondo Nadal).

IL DOMINIO - Come già nel 2004, 2005, 2006, 2007 è arrivata dunque la vittoria di Federer, il quale ha confermato sia la straordinaria capacità tecnica nel lungo periodo che la propensione all'abbattimento di ogni tipo di record; il primo, forse quello più importante è il 13° sigillo negli Slam. Davanti a lui è rimasto solo sua Maestà Pete Sampras con quattordici successi. Il secondo è ancora più emblematico: mai nessuno nella storia del gioco aveva imposto la sua legge per cinque anni consecutivi in due differenti "major": prima Wimbledon (dal 2003 al 2007), poi gli Us Open (dal 2004 al 2008).

LA FELICITÀ -  «Non so bene cosa significhi sentirsi newyorkese - ha commentato Roger nel corso della premiazione a fine partita - ma so che mi sento bene come raramente mi è successo nella vita». Oltre al titolo, Federer si è aggiudicato anche una automobile di lusso e un premio di 1,5 milioni di dollari.

SALVATA LA STAGIONE - Inoltre, la vittoria di oggi contro Murray ha per Federer anche un altro sapore speciale. Quello di aver salvato una stagione nettamente al di sotto dei suoi altissimi standars: sconfitto in finale da Nadal sia al Rolan Garros che a Wimbledon, eliminato in semifinale del serbo Djokovic agli Australian Open, il successo sul cemento newyorkese è stato un passo fondamentale per lo svizzero, non solo nell'ottica rivincita, ma anche per lanciare, a partire dal Master di fine anno, l'assalto alla posizione n° 1 nel ranking mondiale. Se il livello di gioco dello svizzero sarà quello che abbiamo visto in questa seconda settimana a Flushing Meadows, riagguantare un Nadal anche in formato battaglia potrebbe non essere impossibile.

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Francesco Tanilli
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