1931, nasce
la zona Cesarini

La storia si scrive nel corso dell'anno solare 1931, ma quel 25 gennaio debutta (Italia-Francia 5-0, amichevole) a Bologna in maglia azzurra come oriundo Renato Cesarini, argentino ma nato nelle Marche, a Senigallia nel 1906
ROMA, 25 gennaio - La storia si scrive nel corso dell'anno solare 1931, ma quel 25 gennaio debutta (Italia-Francia 5-0, amichevole) a Bologna in maglia azzurra come oriundo Renato Cesarini, argentino ma nato nelle Marche, a Senigallia nel 1906. Gioca e segna una delle 5 reti al minuto 51, il che non fa notizia. Cesarini, giocatore matto ed estroso come raccontano le cronache di quei tempi tempi, sarà in campo in quell'anno ancora per Svizzera-Italia 1-1, a Berna è suo il pareggio al minuto 85 e poi per Italia-Ungheria 3-2, il 13 dicembre a Torino, ed è suo il gol vittoria al minuto 90. E qui si scrive la storia: da quel momento in poi sarà - sempre e per tutti - zona Cesarini, quell'attimo, quel momento che nasce e si determina al fine delle cose. Che sia una partita o altro. Ma facciamo un passo indietro. Nel 1930 con altri giocatori argentini Renato Cesarini era sbarcato in Italia ed era finito a Torino alla Juventus (129 presenze, 46 reti e 5 scudetti di fila). Il Cé - come era soprannominato - amava locali notturni, il gioco, le donne, lo champagne, gli abiti eleganti, nulla di più moderno per quei e questi tempi. Ma in campo Cesarini non era uno qualunque, il fisico era dalla sua parte, la tecnica e l'intelligenza anche, aveva intuizioni tattiche felici quanto improvvise. L'ultima partita con la Nazionale l'11 febbraio 1936 per un Italia-Austria 2-4. Totalizza 11 presenze e tre gol, due dei quali in zona Cesarini appunto… Alla fine di quei cinque anni intensi ed emozionanti torna a casa, in Argentina.

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