2000, è il Centenario
Lazio al secondo scudetto

Così il miracolo di Tommaso Maestrelli e Umberto Lenzini, del 1974, si ripete. Ecco lo scudetto del 2000, con lo svedese Eriksson in panchina e Sergio Cragnotti presidente

    ROMA, 14 maggio - E' l'anno del Centenario. All'ultima giornata la Lazio è due punti sotto la Juventus, 69 a 71 dicono le classifiche. All'Olimpico si gioca Lazio-Reggina, i bianconeri sono in trasferta a Perugia. Accade l'impossibile e - se volete - è il lato bello del calcio. La Lazio fa 3-0 con i calabresi, i gol li firmano Inzaghi, Veron e Simeone. A Perugia la partita viene interrotta per la pioggia sul 0-0, l'arbitro è Pierluigi Collina, e viene ripresa solo quando a Roma la gara è finita. Calori batte la Juve e "gira" alla Lazio il secondo scudetto. Sono le 18.04 di una lunghissima domenica di sole e acqua, di emozioni e lacrime. La Lazio è campione d'Italia, lo diventa battendo a distanza e in modo romanzesco la Juve di Carlo Ancelotti.
     
    E' la Lazio bella di Sven Goran Eriksson che guadagna sul campo con una rimonta pazzesca la vetta della classifica e sogna l'impresa. Così il miracolo di Tommaso Maestrelli e Umberto Lenzini, del 1974, si ripete. Ecco lo scudetto del 2000, con lo svedese Eriksson in panchina e Sergio Cragnotti presidente. E' la squadra di Marchegiani, Negro, Nesta, Mihajlovic, Pancaro, Sergio Conceiçao, Nedved, Simeone, Veron, Salas e Mancini. Ma ci sono anche Favalli, Almeyda, Sensini, Simone Inzaghi, Boksic, Stankovic, Fernando Couto, Ballotta, Ravanelli, Lombardo e Gottardi.

    Francesca Fanelli
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