1952, L'Italia olimpica ko contro la Grande Ungheria
Alle Olimpiadi il pallone non ha mai fatto belle figure. Da sempre. Nel 1952 l'equivoco del dilettantismo non ci aiuta e la Grande Ungheria ci punisce

ROMA, 21 luglio - L’equivoco sul dilettantismo (vero o presunto) dei calciatori da schierare alle Olimpiadi, imponeva, da sempre, escamotage di vario genere. Squadre di studenti la soluzione più comune. Ma in Italia "studenti" come quelli che nel 1936 avevano vinto il titolo a Berlino non ce n'erano. E allora in campo ci andavano giocatori poco conosciuti, a volte neppure titolari nelle proprie squadre. Con risultati anche fallimentari. Alle Olimpiadi, 1952 a Helsinki, è lunedì, giochiamo alle 19 contro la grande Ungheria, dilettanti ma maestri di pallone. Il ct Beretta schiera questi undici: Bugatti, Rota, G.Corradi, M.Neri, Azzini, Venturi, A.Mariani, Pandolfini, La Rosa, Gimona e Fontanesi. Perdiamo 3-0 senza alcuna possibilità, bastano venti minuti, loro i magiari sono fortissimi, altro che dilettanti, impartivano lezioni di calcio, ovunque, non solo in Europa.

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