Quasi novanta gare da ct. La gestione di Vittorio Pozzo alla guida della nostra Nazionale attraversa quasi venti anni di storia calcistica con fasi alterne. Si chiude con le Olimpiadi di Londra
ROMA, 5 agosto - Finisce al secondo turno delle Olimpiadi londinesi l’ avventura dell’Italia dei . E con la sconfitta (3-5) contro i danesi si chiude anche la lunga gestione azzurra del ct Vittorio Pozzo che era iniziata l’1 dicembre 1929 (Italia-Portogallo 6-1). Una serie utile di 87 partite (60 vittorie, 16 pareggi e 11 sconfitte), la più lunga e prestigiosa della storia della nostra Nazionale con due titoli mondiali (unico commissario tecnico a riuscire nell'impresa doppio titolo e consecutivo), uno olimpico e due coppe internazionali conquistate. In realtà Pozzo avrebbe dovuto lasciare prima delle Olimpiadi ma aveva preferito fare il suo… dovere fino in fondo. La logica del lavoro e del sacrificio che ne aveva fatto la fortuna. Lo ha dipinto così Giorgio Bocca: . Per la cronaca la partita con i danesi era stata meno deludente di quanto il punteggio non indicasse. Per tre volte in svantaggio l’Italia aveva sempre rimontato ma, alla quarta prodezza danese, non aveva più trovato la forza per reagire subendo alla fine anche un quinto gol. Un’eliminazione a testa alta, come scrisse lo stesso Pozzo, contro avversari la maggior parte dei quali, negli anni successivi, avrebbe fatto la fortuna di tante squadre italiane.
Francesca Fanelli