1973, Gimondi vince il mondiale di ciclismo
Correva lui e correva il Cannibale, lui vinceva ma l'altro era imbattibile. La rivalità tra Felice Gimondi e Eddy Merckx è la costante della carriera del primo che riesce comunque a ritagliarsi ampi spazi per vittorie strabilianti

ROMA, 2 settembre - Correre negli stessi anni di Merckx non era una fortuna. Ma evidentemente lo scherzo del destino ha tirato fuori il miglior Gimondi che la storia potesse darci. Corre uno e corre l'altro. Vince uno e anche l'altro. Ma Gimondi ha stoffa da lottare, come quando agli esordi aveva trionfato al Tour de France - era il 1965 - e nessuno se lo aspettava. Impresa rimasta unica.
Nel 1973 al Giro d'Italia non brilla e cambia scuderia, passa alla Bianchi-Campagnolo. E non può starsene a guardare. Al mondiale, a Barcellona - siamo proprio al 2 di settembre - Gimondi fa una gara tranquilla, una delle sue, amministra, sembra prudente e nella volata finale è il più fresco di tutti e batte il belga Freddy Maertens oltre al solito Eddy Mercks. L'anno dopo con la maglia iridata addosso, fa sua la Milano-Sanremo.

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