1988, Olimpiadi di Seul: Damilano, sempre podio
L'uomo che marcia, chilometri dopo chilometri. E sale sul podio anche ai Giochi di Seul. E' Maurizio Damilano. Una vita di sport. Vincente
venerdì 23 settembre 2011
ROMA - Ci vuole coraggio, pazienza e bisogna amare un po' anche la solitudine. Lui ce l'ha scritto nel Dna, viene da una famiglia di sportivi e quindi non potrebbe essere altrimenti. L'uomo che marcia senza sosta si chiama Maurizio Damilano, il più grande marciatore italiano, uno degli atleti di primo piano nel panorama internazionale degli Anni Ottanta. Ai Giochi olimpici di Seul festeggia la terza presenza olimpica consecutiva sul podio e sempre nella 20 Km di marcia. Oro a Mosca (1980), bronzo a Los Angeles (1984) e bronzo anche a Seul (1988). Un palmares arricchito da due titoli mondiali (Roma 1987 e Tokyo 1991) e uno europeo oltre una lunga serie di allori minori. A Los Angeles lo avevano battuto due messicani, staccato di 13” dal primo e 6 dal secondo anche se, allora, Damilano era stato fermato per due volte quando era in testa, per marcia irregolare. A Seul cede nell’ultimo Km, chiude in 1h 20' 14".

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