Psicologia: l'esperto, in ballottaggio picco di stress per candidati

Roma, 17 mag. (Adnkronos Salute) - "Con il ballottaggio per i candidati alle elezioni amministrative 'il gioco si fa duro' dal punto di vista psicologico. Lo stress raggiunge picchi elevati e serve una maggiore forza, più capacità di controllo" e qualche stratagemma per non fare mosse sbagliate legate alla tensione. "Utile, ad esempio, è concentrarsi sulle ragioni della propria candidatura, senza farsi portare fuori strada dalle pressioni che ora diventano più pesanti". A mettere in guardia gli aspiranti sindaci destinati al confronto diretto con l'avversario è Raffaele Felaco, presidente dell'Ordine degli psicologi della Campania.
"Il ballottaggio - spiega l'esperto all'Adnkronos Salute - aumenta lo stress perché diminuisce l'indecisione riducendo le possibilità di scelta. Adesso la situazione è più chiara, ma questo aumenta l'ansia da prestazione perché cresce la concentrazione sul risultato". In questo momento quindi "servono le qualità giuste per sopportare questo livello di tensione - aggiunge - e per mantenere la lucidità necessaria. Anche perché, ora, le cose cambiano molto intorno al candidato: ci sono più pressioni, più persone che chiedono qualcosa, alleanze da stringere. Mentre prima la fase era più ideologica, ora entriamo in una pragmatica". Serve quindi un cambiamento, adattarsi alla nuova situazione. "Un candidato che si è sentito a suo agio nella fase ideologica - continua Felaco - ora che si tratta di fare accordi concreti rischia di non avere la stessa performance".
"La responsabilità - dice Felaco - è sicuramente più elevata, anche per l'investitura popolare già ricevuta. Bisogna attrezzarsi psicologicamente". Uno dei segreti "è non dimenticare le ragioni delle propria candidatura e non modificarle nè per le pressioni nè per adattarsi alla nuova situazione. E' il momento in cui bisogna essere molto più in contatto con se stessi e con le proprie convinzioni profonde, non deviare". Anche perché la recente stagione politica, caratterizzata dal fenomeno del dossieraggio, relativamente nuovo per l'Italia, potrebbe anche aumentare lo stress per i timori di finire nella 'macchina del fango'. "Credo però - conclude Felaco - che nel nostro Paese, in fondo, sia il timore minore. Se negli Usa, infatti, un senatore arriva a dimettersi per una mail galante inviata a una signora, da noi è difficile che qualcuno lasci la propria poltrona per accuse molto più complesse. I politici italiani sono sicuramente più accorti e forse preoccupati di questo fenomeno rispetto al passato. Ma sanno anche che il dossieraggio non ha mai avuto veri effetti su nessuno ".

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