Europeo di Taekwondo
Trionfo per Molfetta

L'atleta di Mesagne vince la medaglia d'oro nella categoria -87 kg: «Dedicato alla mia famiglia e alla mia fidanzata, Vera»

    SAN PIETROBURGO, 15 maggio - Un finale d'oro, quello della medaglia di Carlo Molfetta. Si chiude con il successo dell'azzurro l'Europeo di Taekwondo di San Pietroburgo. Successo che porta all'Italia la seconda medaglia, dopo il bronzo conquistato giovedì da Veronica Calabrese. Successo che riporta soprattutto Carlo Molfetta ai vertici del taekwondo mondiale. L'atleta di Mesagne infatti dimostra così dopo l'argento dei recenti mondiali di Copenaghen, di essersi completamente ritrovato. Anzi, come dice lui, di essere ora molto più forte di quell'atleta che addirittura nel 2001, non ancora diciottenne, aveva vinto il suo primo argento mondiale. Poi gli infortuni lo avevano reso più debole, anche mentalmente.

    LA GIOIA - In Russia la gara, la giornata, perfetta: «E' così, mai in passato mi era capitato di non sbagliare nulla, di essere al top con la testa e con il corpo. E per questo, lo dico subito, voglio ringraziare lo psicologo che e' riuscito a restituirmi la serenità prima della finale e il fisioterapista, che mi ha restituito delle gambe in perfetta efficenza. E' vero, giornata perfetta e soprattutto la consapevolezza di essere tornato ai livelli migliori. Anzi, mi sento di dire di essere molto più forte di quanto non fossi anni fa. E per questo devo ringraziare davvero il Gruppo Sportivo dell'Arma dei Carabinieri. Negli ultimi due anni e mezzo mi hanno dato tutto quanto mi potesse servire per ritrovare me stesso sotto tutti i punti di vista».

    UN CAMMINO TRIONFALE - Un europeo che sembrerebbe fin troppo facile, guardando il cammino di Molfetta nella categoria -87 kg. Netti i successi sul cipriota Kyriakos e sul greco Konstantinos. Poi in semifinale un momento, il primo, in cui si è trovato in svantaggio durato pochi secondi con lo spagnolo Garcia. Sotto di 3 a 1 si è riportato in vantaggio per chiudere 7 a 3. A quel punto la finalissima, con il francese Augustin Bata. Anche qui un solo momento di distrazione, all'inizio dell'incontro. «Sono andato sotto 1 a 0 ma poi mi sono immediatamente ripreso e non gli ho lasciato nemmeno lo spazio per un colpo. Forse anche dal punto di vista tecnico posso dire di essere stato perfetto in difesa».

    LA DEDICA - Perfetto per diventare campione d'Europa. Un titolo che spera di condividere tra qualche giorno con la sua squadra: «Certo, così festeggiamo insieme. Magari anche con i romanisti a cui possiamo lasciare lo scudetto». La festa sicura a cui partecipare è quella con la famiglia: «E' un successo che dedico a loro e alla mia fidanzata, Vera».

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