Powell mette le ali, Vlasic regina dell'alto. Azzurri in ombra

La croata dà spettacolo con 2.03 metri. I 200 metri parlano americano

    ROMA, 10 giugno - Un lampo giamaicano illumina la notte romana, impreziosita anche dalla Vlasic che si conferma la regina dell'alto, con gli azzurri soliti assenti alla festa dell'atletica che ha richiamato non più di 15 mila spettatori allo Stadio Olimpico. In assenza dei due grandi protagonisti dello sprint mondiale, Usain Bolt e Tyson Gay, alle prese con problemi muscolari, Asafa Powell si conferma il numero 1 del 2010 e con una volata da 9"82 rilancia il guanto di sfida per lo scettro sui 100 metri. Un tempo che conferma l'indiscussa leadership in stagione del 28enne di St. Catherine, vistosamente dimagrito rispetto alle scorse stagioni, e capace già di correre in 9"83 a Ostrava e in 9"72 ventoso ad Oslo. «Ho fatto un grande tempo nonostante una pessima partenza e un tempo di reazione lento (0.214) - ha recriminato all'arrivo il giamaicano - Quest'anno ho cambiato molte cose nella mia preparazione: ho perso peso ma ho guadagnato forza».

    LA VLASIC DOMINA NELL'ALTO - Adesso a Powell manca però la prova del nove contro il connazionale Bolt e l'americano Gay. L'acuto dello sprinter giamaicano non è stato l'unico in una serata, quella del Golden Gala (4/a prova della Diamond League), caratterizzata da diverse migliori prestazioni mondiali e dal duello nell'alto donne tra la regina Vlasic e la sfidante, l'americana Howard Love. Entrambe le protagoniste sono riuscite a volare fino a 2,03, ma la croata ha avuto la meglio per aver saltato 2,01 al primo tentativo. Delusione per l'azzurra Antonietta Di Martino, al debutto stagionale dopo i problemi di salute, che si è dovuta accontentare del 4/o posto (1,95), miglior piazzamento degli italiani. Peggio di lei hanno fatto sia la Cusma, 7/a sugli 800 in 2'00"11 nella gara vinta dalla marocchina Hachlaf in 1'58"40, che Licciardello, 6/o sui 400 in 46"32 nel giro della morte che ha visto il successo sul filo dell'americano Wariner (44"73) davanti al connazionale Taylor (44"74).

    200 METRI AMERICANI - Lampi statunitensi anche sui 200, con Walter Dix capace di correre in 19"86, cancellando dall'albo d'oro il record del meeting di Michael Johnson; sui 400 ostacoli donne, con la Demus che è andata non troppo lontano dal primato mondiale della Pechonkina, 52"82 contro il 52"34 della russa; nel lungo, con Dwight Phillips che ha battuto nettamente (8,42) uno spento Saladino. Grande delusione tra le donne in casa Giamaica: la campionessa mondiale e olimpica, Shelly-Ann Fraser, si è resa protagonista di una falsa partenza sui 100 metri che ha costretto il giudice a squalificarla nella prova vinta dalla statunitense Moore (11"04). Gara sottotono anche per il cubano, Dayron Robles, primatista del mondo dei 110 ostacoli che si è dovuto accontentare di una vittoria con un tempo per lui normale di 13"14. Notevoli le prestazioni nel giavellotto donne, con la Spotakova prima con 68,66, nel peso uomini con l'americano Cantwell che con 21,67 ha eguagliato il record del meeting del tedesco, Ulf Timmermann, che risaliva addirittura al 1986, mentre avvincente è stata la volata a tre dei 5000 uomini vinti dall'etiope Merga (13'00"12) davanti ai keniano Muyahi e all'ugandese Kipsiro

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