Scatta il Mondiale, ecco la nostra guida

Nove giornate di gara per l’appuntamento coreano Passiamo in rassegna i protagonisti e le prove clou. Bolt favorito ma non troppo, anche la Isinbayeva fin qui poco brillante: i big non sembrano avere l’oro in tasca

DAEGU, 25 agosto - Mondiali di atletica difficili. Per tutti. Non solo per l'Italia, reduce dalle zero medaglie di Berlino, arrivata a Daegu con un manipolo di 33 unità non proprio di primo pelo. Quella che inizia nella notte tra domani e sabato (orario italiano) èuna rassegna iridata in cui giochiamo in difesa, ma sogniamo il contropiede. Gli statistici Usa ci assegnano un solo podio, porta il nome di Antonietta Di Martino (già argento a Osaka 2007). I francesi dicono tre. Con chi? Una con la suddetta campana nell'alto, una con il martello di Vizzoni e l'altra nella 20 km di marcia (a scelta tra l'olimpionico della 50 km Schwazer, il romano Rubino, 4° a Berlino 2009, e la rientrante Rigaudo, già bronzo a Pechino). E poi Donato e la La Mantia (triplo) chissà, e anche la 4x100 vicecampione d'Europa se troverà prese d'acciaio fino all'ultimo cambio. Tanto? Poco? Dipende dalle aspettative (minime). Diciamo che accontentarsi è la parola d'ordine per una squadra non proprio giovanile (28 anni e mezzo l'età media). Tanto per non farsi prendere dallo sconforto in vista di Londra 2012, che è già alle porte. Ma saranno Mondiali difficili anche per i big. Dal fenomeno Usain Bolt, in bilico proprio sui 100 che a Berlino bruciò in 9'58. All'ex reginetta dell'asta, Yelena Isinbayeva, tornata sulla terra dopo una crisi di rigetto. Nessuno può dire di partire con l'oro già in tasca. Saranno, comunque, nove giornate tutte da vivere, dall'alba al pomeriggio. Tifando Italia, dove è possibile. Già sabato all'ora di pranzo con i primi lanci in pedana di Capitan Martello, al secolo Nicola Vizzoni, undici anni dopo l'argento olimpico di Sydney.

GLI APPUNTAMENTI - Questi gli appuntamenti con i Mondiali di atletica di Daegu: Nove giornate tutte da vivere, dall'alba al pomeriggio. Tifando Italia, dove è possibile. Già sabato all'ora di pranzo con i primi lanci in pedana di Capitan Martello, al secolo Nicola Vizzoni, undici anni dopo l'argento olimpico di Sydney.

Sabato, ore 14.45: QUALIFICAZIONI 100 UOMINI
Usain stavolta deve inseguire
Usain Bolt non è più il fe­nomeno che due anni fa a Berlino spostò i limiti del­la velocità sfrecciando in 9' 58 e 19' 19. Non promette record stavolta, ma solo la riconferma dei 2 titoli irida­ti individuali, impresa mai riuscita ad alcuno. Quest'an­no alle teste di serie viene evitato il 1º turno, così il gia­maicano fa l'esordio ai bloc­chi direttamente nei quarti (semifinali e finale domeni­ca alle 11.30 e alle 13.45). Per la prima volta il miglior tempo d'accredito è quello dell'eterno rivale perdente Asafa Powell ( 9' 78). Terzo crono della stagione per Bolt con 9'88. Quinto per il bianco francese Christophe Lemaitre ( 9' 95) che, assie­me all'altro baby giamaica­no, Yohan Blake, ha la pos­sibilità di centrare un cla­moroso exploit. Per una me­daglia c'è anche l'ex dopato­ne Usa e già iridato nel 2005, Justin Gatlin.

Domenica, ore 2: 20 KM MARCIA UOMINI
 
C’è Rubino con Schwazer
Argento continentale la scorsa estate sulla di­stanza breve, prima del tra­collo nella “ sua” 50 km, Alex Schwazer ha rimesso ordine alla sua dieta di fati­ca solo di recente e si propo­ne stavolta solo sulla 20 km. Nel frattempo ha lasciato l'allenatore Sandro Damila­no, andato a servizio dai ci­nesi, dove segue Zhen Wang che, manco a dirlo, è stato il più veloce quest'anno. Out­sider di lusso il russo Bor­chin, campione mondiale e olimpico uscente. Ma anche la fiamma gialla Giorgio Ru­bino, sempre ai piedi del po­dio: 5° nel 2007 e 4° nel 2009. Sempre all'alba ( alle 04.45) le batterie dei 400 con il ' bladerunner' Pisto­rius. Cerca il pass per la se­mifinale, difficile ma non impossibile, in una gara che ripropone per il titolo anche Merritt, oro olimpico a Pe­chino e poi fuori per doping fino a un mese fa.

Lunedì, ore 12.15: MARTELLO UOMINI
Vizzoni lancia per il podio
A 37 anni Nicola Vizzoni è ancora una bella speran­za. All'ottavo Mondiale di una carriera che l'ha visto centra­re l'argento olimpico 11 anni fa e quello europeo solo l'estate scorsa a Barcellona, il lanciatore toscano continua a scagliare il martello sempre sui piani alti della classifica mondiale. Con 80,29 metri è ottimo quarto in graduatoria quest'anno, a una manciata di centimetri dal leader bielo­russo Krivitskiy. Con la novi­tà dello statunitense Johnson, e i sempre verdi big dell'est europeo è una lotta tra gigan­ti. Alle 14.25 fari puntati sulla finale dei 110 hs. Dopo lo sto­rico oro ad Atene 2004 e la rottura del tendine in batte­ria a Pechino, il cinese Liu Xiang è tornato a ruggire. Con 13' insegue lo statuniten­se Oliver ( 12' 94), mentre il primatista cubano Robles stavolta è costretto a insegui­re (13'04).

Martedì, ore 14: 800 MASCHILI
 Rudisha-Kaki che duello!
Cento secondi per decide­re a chi andrà lo scettro del doppio giro. Il traguardo di 1: 40' è l'obiettivo della gazzella Masai, David Rudi­sha, il keniota che lo scorso settembre ha ritoccato due volte il record mondiale in una settimana portandolo a 1:41.01. Rudisha è corridore d'altri tempi. Corre sempre in testa, alla maniera di Lord Coe. Solo il gioiello sudanese Abudaker Kaki sa stargli al passo. Bicampione iridato al coperto Kaki è pronto a fare lo sgambetto a Rudisha, il quale non perde una gara da Berlino 2009, quando fu messo ko dal freddo. Poco prima, alle 12.05, l'ex zarina Isinbayeva torna sul­la pedana dell'asta per ri­prendersi il titolo già suo nelle ultime quattro edizio­ni. Per la prima volta però la russa non arriva da regina al grande appuntamento, pre­ceduta dalla statunitense Suhr (4,91).

Mercoledì, ore 2: 20 KM MARCIA DONNE
Rigaudo senza paura
Nel 2008, sotto la pioggia di Pechino, Elisa Rigau­do centrò il bronzo sui 20 km. Tre anni dopo e dopo una figlia ( 11 mesi fa), la mammina di Cuneo ha bru­ciato le tappe. E' tornata a cullare ambizioni importanti con il 3° posto in Coppa Eu­ropa, seppure con un crono ancora lontano dal suo per­sonale. A 31 anni ha scoper­to che russe e cinesi non fan­no più paura. Soprattutto ha continuato a fidarsi di San­dro Damilano, il tecnico d'oro della nostra marcia. Ha detto che marcerà solo per se stessa, perché s'è sentita trascurata dalla Fidal. Arese rimanda le lagnanze al mit­tente, e dice che l'aspetterà al traguardo a braccia aper­te. Favorita la campionessa uscente, la russa Kaniskina, a caccia del terzo oro di fila. Ma occhio alla cinese Liu Hong, neo allieva di Damila­no anche lei. E' l'unica gara della giornata.

Giovedì, ore 3.45: QUALIFICAZIONI ALTO DONNE
 Di Martino pronta al volo
 Inizia la rincorsa al podio per la saltatrice di ferro Antonietta Di Martino (fina­le sabato alle 12). Dopo un inverno d'oro (titolo europeo in sala e nuovo limite a 2,04), la 31enne di Cava de' Tirre­ni aveva quasi detto addio ai Mondiali per l'infiammazio­ne all'alluce di stacco. Una settimana fa però è tornata a volare a quota 2 metri. C'è la regina Vlasic, ma un po' acciaccata. C'è la russa Chi­cherova che dopo la mater­nità ha violato un mese fa i 2,07, a 2 centimetri dall'anti­co record della Kostadinova. Le due sono rivali fin dai Mondiali di Osaka 2007: al­lora si divisero l'argento sul­la stessa misura di 2,03. Alle 12.20 c'è anche la fi­nale del triplo, si spera con Simona La Mantia ancora in corsa. La neo campionessa europea indoor per sperare deve fare miracoli contro troppe avversarie a loro agio sui 15 metri.

Venerdì, ore 12.20: LUNGO UOMINI
“Cavallette” in pedana
E' il giorno delle cavallet­te. Alle 3.30, Fabrizio Donato va in pedana per le qualificazioni del triplo, che dopo l'infortunio del fe­nomeno francese Tamgho, anche il metallo più pregia­to non è precluso più a nes­suno. Il laziale, sorpren­dente argento agli ultimi Euroindoor con il suo best a 17,73 nonostante i 36 an­ni festeggiati la settimana scorsa, è pieno di risorse. A seguire si assegna il ti­tolo del lungo, specialità che questa estate ha visto l'esplosione dell'australia­no Mitchell Watt, l'ex gio­catore di rugby atterrato già a 8,54. Qui ci manca Howe, e i suoi duelli con il panamense Saladino che all'oro di Osaka 2007 ha bissato con quello olimpico l'anno dopo. La corsa al ti­tolo propone anche lo sco­nosciuto Makusha, saltato­re dello Zimbabwe arrivato fino a 8,40.
 
Sabato, ore 14.20: 200 UOMINI
 Bolt cerca la doppietta
Mezzogiorno di fuoco con la finale del salto in alto femminile, dove tifiamo Di Martino. Pomeriggio caldis­simo con la finale dei 200 in cui Usain Bolt dovrebbe ave­re vita più facile di quanto non ne abbia avuta sui 100. Il giamaicano non ha fatto me­raviglie quest'anno nemme­no sul mezzo giro a lui tanto caro: è qui che ha ottenuto i primi successi importanti. Ma con 19'86 si presenta co­munque sempre leader sta­gionale. Solo lo statunitense Dix e forse anche il bianco Lemaitre possono insidiarlo. Ma da lontano. Sui 200 Bolt riesce a sopperire alle par­tenze da lumaca evidenziate fin dal suo esordio sui 100 al Golden Gala di Roma a mag­gio. La sua azione in curva è unica. Tutt'altra cosa invece sarà il tempo: « Scordatevi i miei record, voglio solo con­tinuare a vincere» . Che non è poco di questi tempi e dopo i malanni fisici.

Domenica, ore 14: 4x100 UOMINI
La lotteria della staffetta
Collio e compagni un an­no fa a Barcellona die­dero filo da torcere al quartetto francese lancia­to da Lemaitre cancellan­do con 38'17 il record ita­liano che a Mennea & c. valse l'argento ai primi Mondiali del 1983 sulla scia della 4x100 di re Carl Lewis. Se avranno ripreso confidenza con i cambi, le frecce tricolori possono battersi con i migliori del­la classe. Americani e gia­maicani in primis, ai quali però fa difetto l'affidabilità del passaggio di testimone. La storia è piena di clamo­rose eliminazioni. Nemme­no Bolt è immune da erro­ri. Ci sono poi le incognite delle altre formazioni ca­raibiche, come Trinidad e Bahamas, cresciute molto recentemente. Senza di­menticare i cugini france­si che, oltre a Lemaitre, possono contare su forti in­dividualità.

Franco Fava
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