Miracolo Pistorius sui 400. Marcia, Schwazer nono
Il sudafricano con le protesi si qualifica per la semifinale dei Mondiali. Nella 20 km delude l'italiano. La Isinbayeva torna a volare

DAEGU, 28 agosto - Storico esordio di Oscar Pistorius nella seconda giornata dei Mondiali di atletica in Corea del Sud. Il 23enne sudafricano, che ha vinto la sua lunga battaglia legale per l’autorizzazione a correre nelle manifestazioni per normodotati, si brillantemente qualificato per la semifinale dei 400. In programma domani quando in Italia saranno 13.00. Il già pluricampione paralimpico ha corso con le sue protesi al carbonio il giro di pista in un ottimo 45"39 nell’ultima delle cinque batterie in programma. Avvicinando il tempo di 45"07 che un mese fa a Lignano Sabbiadoro gli aveva aperto le porte a Mondiali e all’Olimpiade del prossimo anno a Londra. Il suo è stato il 14° tempo tra i 24 atleti che oggi si giocano gli otto posti della finale. Il sudafricano è giunto 3° nella sua serie vinta dal rappresentante delle Bahamas Chris Brown in 45"29.
«E’ stata una cosa fantastica, anche se non è stato facile correre in ottava corsia senza punti di riferimento», il commento del sudafricano che si è preparato nelle ultime settimane in Italia, a Gemona. «Ora arriva il difficile perché non sarà facile arrivare in finale». Con Pistorius da oggi l’atletica non sarà più uguale a prima. E’ caduta un’altra barriera. Stavolta non eretta dai limiti imposti dal cronometro. Ma la sua ostinazione a battersi contro regolamenti e pregiudizi ha aperto nuovi orizzonti. Anche se il suo caso è destinato, almeno per ora, a restare unico. Di sicuro è già esempio per molti. Un’icona per chi è impegnato a superare limitazioni fisiche e barriere mentali grazie allo sport. Ma, al di là dei traguardi agonistici raggiunti, Oscar rimane pur sempre il prodotto perfetto di quella imperfezione che spinse i genitori ad amputargli quel che era rimasto ai suoi piedi, dai polpacci in giù quando aveva solo 11 mesi. Cosentendogli così una vita uguale a tanti e un’attività sportiva senza limiti nonostante le resistenze imposte dai regolamenti internazionali. Oggi il più veloce nelle batterie dei 400 è stato lo statunitense LaShaw Merritt (44"35), l’oro olimpico di Pechino al suo rientro dopo uno stop di due anni per doping.
DELUSIONE MARCIA - Questa mattina la 20 km di marcia ha incoronato di nuovo il russo Valeriy Borchin (1h19:56), dopo una gara attenda fino ai 10 km per la forte umidità presente. Fino a quel momento aveva menato la danza l’azzurro di Roma Giorgio Rubino, che era andato in fuga fin dalle prime battute in compagnia del giapponese Suzuki (8° al traguardo). Ma Rubino, nonostante il ritmo non esagerato, è stato colpito da due ammonizione dai giudici. Tanto è bastato per mandare in fumo i suoi sogni di podio dopo un 5° e un 4° posto nelle ultime due edizioni iridate. Ripreso dallo scatenato cinese Wang (suo compagno d’allenamenti alla corte di Sandro Damilano), Rubino è stato costretto allo stop dal terzo rosso quando era già in evidente difficoltà tecnica e di tenuta. «E’ la prima squalifica in sei anni, non capisco - ha detto il romano - Sono andato in testa perché il ritmo era lento, evidentemente ho pagato caldo e umidità».
Soddisfatto invece Alex Schwazer nonostante il 9° posto. Il campione olimpico della 50 km a Pechino, veniva da un momento difficile, successivo al ritiro un anno fa agli Europei di Barcellona proprio sulla lunga distanza. «Un anno fa non avrei mai pensare di correre qui su una distanza non mia e in queste condizioni - ha detto sorridendo il carabiniere atesino - Invece ho fatto bene ad esserci, perché ho scoperto che posso ripartire con nuove motivazioni verso Londra dove voglio battermi per un’altra medaglia sulla 50 km».
Il pluri-decorato tecnico italiano, Sandro Damilano, da quale Schwazer aveva clamorosamente divorziato un anno fa, stavolta non è andato a medaglia nemmeno coi suoi nuovi allievi cinesi. Solo quarto è arrivato infatti il talentuoso 21enne Wang Zhen.
OK ISINBAYEVA - Con un salto a 4,55 la zarina dell’asta Yelena Isinbayeva si è qualificata questa mattina per la finale dell’asta dopo un anno sabbatico e il traumatico cambio di allenatore. Anche l’eroe cinese degli ostacoli, il campione olimpico di Atene 2004, Liu Xiang, è tornato a sorridere nelle batterie dei 110 hs, tre anni dopo il dramma ai Giochi di Pechino, quando fu costretto al ritiro proprio in batteria per la lesione al tendine d’Achille. Suo il secondo miglior tempo di qualficazione con 13"20, a 1/100 da Richardson, ma più veloce dello statunitense Oliver (13"27) e del primatista mondiale, il cubano Robles (13"42).
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astaroth2000 Scrive:
28/08/2011 11:33:07il più grande!!!Per quello che rappresenta e per quello che significa ogni suo traguardo.

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