Di Martino in finale nell'alto. Pistorius, altra impresa

Questa mattina sotto un sole cocente (30 gradi), la saltatrice di Cava de’ Tirreni ha superato agevolmente la quota di ammissione di 1,95. Dopo l’impresa nelle batteire dei 400, il sudafricano ha lanciato il quartetto della 4x400 verso la finale, raggiunta con il nuovo record nazionale di 2:59:21

DAEGU (Corea del Sud), 1 settembre - Sono bastati 5 salti ad Antonietta Di Martino per centrare la finale del salto in alto. Questa mattina sotto un sole cocente (30 gradi), la saltatrice di Cava de’ Tirreni ha superato agevolmente la quota di ammissione di 1,95. Senza un errore il suo percorso iniziato a 1,80. Percorso netto anche per le altre favorite all’oro iridato: la russa Chicerova, che ai Mondiali di Daegu 2007 divise l’argento a 2,03 proprio con la saltatrice campana, e la croata Blanka Vlasic campionessa iridata in carica. Senza alcun errore anche il percorso della statunitense Barrett, vera sorpresa della qualificazione. Come l’accesso alla finale (sabato alle ore 12 in Italia) della nigeriana Doreen Amata e dell’irlandese Dirdre Ryan, entrambe al record nazionale con 1,95. Tra le 12 finaliste non c’è l’altra azzurra Raffaella Lamera, fermatasi a 1,89. «All’inizio ha avuto paura, poi quando ho saltato 1,89 mi sono sciolta», ha detto la portacolori delle Fiamme Gialle. «Ero preoccupato perché aveva nelle gambe solo una gara a causa del lungo stop per l’infortunio all’alluce del piede di stacco. Ma questa qualificazione mi ha fatto capire che posso giocarmela con le migliori in finale». Quest’inverno la Di Martino aveva stabilito il record italiano saltando 2,04 indoor, a soli cinque centimetri dal record assoluto detenuto dal lontano 1987 dalla bulgara Kostadinova (ai Mondiali di Roma 1987). Poi il titolo continentale al coperto a Parigi. E a maggio l’ennesimo stop. Solo due settimane fa era riuscita a tornare in pedana saltando 2,00 metri a Malaga. Favorita è la Chicherova, salita a 2,07, mentre la regina Vlasic ha sofferto anche lei per un infortunio al ginocchio. Anche se in qualificazione ha dato l’impressione di poter agevolmente salire a quote superiori i 2 metri. «Non so che misura servirà per una medaglia. Di certo la pedana è dura e consente buone misure». L’italiana non si sbilancia, anche perché quest’anno sembra essere migliorato il livello medio delle saltatrici. L’importante sarà non commettere errori, anche a quote basse.

PISTORIUS DA RECORD - Un altro protagonista della mattina il sudafricano che corre con le protesi Oscar Pistorius. Il primo atleta con gli arti artificali a partecipare a una manifestazione mondiale per normodotati. Dopo l’impresa nelle batterie dei 400, Pistorius ha lanciato il quartetto sudafricano della 4x400 verso la finale, raggiunta con il nuovo record nazionale di 2:59:21. Al sudafricano la Iaaf aveva imposto di correre in prima frazione, per evitare eventuali incidenti nei cambi. La sua frazione è stata perfetta e anche il suo cambio. Meglio dei quartetti britannici e francesi, rimasti fuori dalla finale. Domani (alle 14.15 italiane) Pistorius e la 4x400 potrebbero anche centrare una clamorosa medaglia se riusciranno a tenere il passo di statunitensi e giamaicani.

BRAVO MEUCCI - Intanto Daniele Meucci (bronzo europeo dei 10.000 lo scorso anno), ha raggiunto la finale dei 5000 metri (domenica alle 12.40 italiane) grazie ai tempi di recupero.
 
TORNA BOLT - Dopo lo choc della squalifica per falsa partenza nella finale dei 100, Usain Bolt torna in pista questa notte nelle batterie dei 200 (alle 4.10 italiane). Domani sera le semifinali (alle 12.55 italiane). Finali sabato alle 14.20 (ora italiana). Negli ultimi cinque giorni il Fenomeno è rimasto appartato. E sta meditando uno grande show sul mezzo giro per farsi perdonare l’errore commesso ai blocchi di partenza. Se tutto filerà liscio stavolta, Bolt non ha avversari in grado di impensierirlo sulla distanza in cui due anni fa a Berlino fissò il record a 19"19. Tempo dal quale però è rimasto lontano in questa stagione (sei gare e altrettante vittorie).

Franco Fava
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