Petacchi tace con i Nas
e il Coni decide di sentirlo

Il corridore spezzino coinvolto in un'inchiesta della Procura di Padova sulla violazione delle normative antidoping. Oggi è stato interrogato dai Carabinieri, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere su consiglio del suo avvocato. E fa scena muta anche il suo compagno di squadra alla Lampre, Benucci. La Procura antidoping del Comitato olimpico decide di convocarlo per il 3 agosto

FIRENZE, 28 luglio - «Le accuse sono troppo generiche quindi ci siamo avvalsi della facoltà di non rispondere». Virginio Angelini, legale di Alessandro Petacchi, ha spiegato così la scelta del suo assistito di tacere davanti oggi ai Nas di Firenze che lo avrebbero voluto ascoltare sulle accuse mossegli dalla Procura di Padova: violazione delle norme antidoping. In particolare doping ematico con utilizzo di Pfc (Perfluorocarburo) e albumina umana. Si tratta solo di «una strategia processuale - ha aggiunto Angelini -. Lui avrebbe voluto parlare, ma l'avvocato ha il dovere di scegliere ciò che è meglio per il suo cliente. Petacchi non cerca di nascondersi».

LE ACCUSE - A Firenze era fissato anche l'interrogatorio di Lorenzo Bernucci, compagno di squadra di Petacchi, a sua volta indagato. E pure Bernucci, a quanto si è appreso, ha preferito fare scena muta. È dello scorso 20 luglio la notizia che Petacchi (vincitore della maglia verde all'ultimo Tour de France) è stato raggiunto da un avviso di garanzia, emesso una decina di giorni prima della partenza della Grand Boucle (3 luglio), nell'ambito di un'inchiesta sull'uso di sostanze dopanti, condotta dalla Guardia di Finanza presso la Procura padovana. Accuse rispetto alle quali lo sprinter spezzino si è subito dichiarato estraneo. Petacchi è indagato dal pm Benedetto Roberti.

L’INCHIESTA - L'inchiesta parte dalle perquisizioni compiute nell'aprile scorso dai Nas dei Carabinieri nelle case dello stesso Petacchi e di Bernucci, suo gregario alla Lampre. Nell'abitazione di quest'ultimo erano state sequestrate alcune fiale del famigerato Pfc, una sorta di nuovo Epo, un prodotto di origine sintetica, usato in anestesia, e di albumina umana. Questa è ritenuta una sostanza "coprente", in grado cioè di aumentare la parte liquida del sangue quando l'ematocrito è molto alto.

E ORA IL CONI - E le preoccupazioni per Petacchi non vengono solo da Padova. All'inchiesta penale farà seguito quella sportiva. Già il 20 luglio il Coni fece sapere che erano stati avviati "approfondimenti", vista la complessità della vicenda, che tirerebbe in ballo altri due professionisti. In effetti, lo spezzino è stato subito convocato dalla Procura antidoping del Comitato olimpico italiano. Il corridore dovrà presentarsi davanti al procuratore Ettore Torri il 3 agosto alle 12. E su lui incombe il rischio di radiazione per recidività: nel 2008 Petacchi ha già scontato un anno di stop per la positività al salbutamolo (sotto accusa l'uso massiccio di Ventolin, lo spray per asmatici) riscontrata nella frazione al Giro d'Italia del 23 maggio 2007. Ma, a 36 anni, ne basterebbero due di squalifica per porre fine alla carriera di Ale-jet.

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  1. superpuddu2 Scrive:
    28/07/2010 19:45:17

    "sono a completa disposizione degli inquirenti... appena torno in ITALIA CHIARISCO TUTTO...voglio togliere le ombre dalla mia maglia verde... non ho niente da nascondere..." .....
    PETACCHI SI AVVALE DELLA FACOLTA' DI NON RISPONDERE.....

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