Fanini: Bani come Farina merita l’azzurro
Le due storie sono simili ma c’è una profonda differenza tra calcio e ciclismo
lunedì 26 dicembre 2011
ROMA - Simone Farina ha 29 anni ed è calciatore professionista. Non è famoso, gioca nel Gubbio in Serie B ed è un difensore. Eugenio Bani ha 20 anni e vorrebbe diventare un corridore professionista ma al momento non può farlo. Il calciatore Farina è colui che ha rifiutato di spartirsi circa 200.000 euro con altri compagni per truccare la partita di Coppa Italia tra Cesena e Gubbbio. Dalla sua denuncia è scattata la seconda fase dell'inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. Il corridore Bani, ancora dilettante, è stato colui che, trovato positivo a un controllo antidoping nel 2009 quand'era minorenne, ha denunciato i dirigenti della sua squadra facendo emergere un chiaro caso di doping di squadra. Decisione presa dopo gli incontri con Ivano Fanini, il titolare dell'Amore & Vita in prima fila nella lotta al doping. Lui ha avuto uno sconto di quattro mesi sulla squalifica per aver collaborato; squalificati - con pene graduali - dalla Disciplinare della Federciclismo anche i suoi dirigenti.
L’INVITO - Il calcio, per opera di Cesare Prandelli, il cittì della Nazionale , invita Simone Farina a Coverciano: «Il suo è un gesto coraggioso, il mio un gesto per dimostrare che non va lasciato solo. Gli dirò di venire a Coverciano per ringraziarlo». Il ciclismo, come da delibera presidenziale numero 30 del 30 maggio 2011, vieta il passaggio al professionismo e la convocazione in azzurro degli atleti squalificati per più di sei mesi causa doping. Norma che non distingue il dopato consapevole dall’inconsapevole; non fa differenza tra chi - come Eugenio Bani - porta a galla un caso di doping e chi invece assume consapevolmente una sostanza proibita. E poi è chiaramente una norma retroattiva che assume i contorni di una seconda squalifica. Bani è venuto a sapere di questa norma quando già aveva scontato la squalifica, era ritornato a correre tra i dilettanti e Fanini aveva chiesto l’autorizzazione alla federazione ciclistica per potergli far fare mezza stagione tra i professionisti con la qualifica di stagista.
LA PUNIZIONE - Oggi Fanini rincara la dose: «Il calciatore giustamente viene "premiato"; a Eugenio viene tolto ogni sogno e la possibilità di passare professionista. Sono due modi opposti per interpretare una situazione simile di illeciti. Spero che la Fci prenda esempio dalla Federcalcio e permetta ad Eugenio di inseguire i sui sogni e ad altri atleti come Basso o Petacchi di rivestire la maglia azzurra. È giusto che chi sbaglia paghi severamente e magari venga radiato, sono stato tra i primi a battermi per questo, però non ha senso che l'effetto della regola sia retroattivo. Dopo tutti questi anni di scandali chi commette errori simili deve pagare e non andare più in Nazionale: però dal 2011 in poi. Non ha senso colpire chi ormai ha scontato lampropria pena e magari collaborato al fine di aiutare la guerra al doping». Come Eugenio Bani, appunto. Il caso Bani è attualmente all'esame del Tar del Lazio. Che 2012 attende il corridore? Fanini non ha dubbi: «Inizierà l'anno da dilettante e lo finirà da professionista».
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