Giro, il Gavia non fa male
Basso vicino al trionfo

La penultima tappa allo svizzero Tschopp. La maglia rosa aumenta il vantaggio su Arroyo: gli mancano 15 chilometri a cronometro domani per bissare il successo del 2006

TONALE, 29 maggio - Ivan Basso è più vicino alla vittoria finale: deve percorrere soltanto 15 chilometri a cronometro per conquistare il secondo Giro dopo quello del 2006.

La tappa del Gavia ha regalato altri secondi alla maglia rosa, 3° all’arrivo, che si presenterà a Verona con un vantaggio più consistente: Arroyo è 2° a 1'15". Grande lotta per il terzo gradino del podio: tra Nibali, ora 3°, e Scarponi 4° c’è un solo secondo di differenza, perché Scarponi ha attaccato, Nibali ha ceduto e Basso è diventato stopper.

Vince la tappa lo svizzero Tschopp, secondo Evans che ha attaccato negli ultimi tre chilometri, poi Basso che sottrae a Scarponi anche gli 8 secondi d’abbuono riservati al terzo di ogni tappa. Ammirevole Righi, inutile scatto di Vinokourov salendo sul Tonale.

Lo spauracchio del Gavia non ha prodotto il minimo accenno di attacco alla maglia rosa. Il percorso, sub judice per l’ipotesi maltempo in agguato, è stato quello disegnato mesi fa: via libera sia per la Forcola di Livigno, sia per il Gavia. Corsa vera solo negli ultimi tre chilometri, piccoli aggiustamenti in classifica a dimostrazione che è inutile inserire troppe salite un giorno dopo l’altro: le forze vengono meno per tutti. Sastre e Pinotti erano andati in fuga con Simoni e vengono ripresi a quattro chilometri dall’arrivo.

Però la giornata ha regalato un paio di delusioni a Simoni e a Garzelli. Gilberto Simoni voleva concludere la carriera passando per primo sul Gavia, la Cima Coppi del Giro con i suoi 2620 metri d’altezza. però il suo tentativo è stato vanificato dallo svizzero Tschopp. Simoni in corsa dice: «Ci tenevo a passare per primo sul Gavia ma siamo stati braccati per tutto il giorno e sul Gavia ho sbagliato qualcosa anch’io».

Il Giro ha riproposto il Gavia esattamente 50 anni dopo la prima volta: fu Vincenzo Torriani, organizzatore storico del Giro e autore di molte innovazioni, a scoprire questa salita. Simoni chiuderà la carriera all’Arena di Verona con quest’altra amarezza. Amaro anche il ritiro di Garzelli, a 59 chilometri dal via da Bormio: caduto ieri nella discesa del Mortirolo, si è fatto male al fianco destro (anca e ginocchio in particolare) e il dolore ha prevalso sull’orgoglio.

Domani ultima fatica: 15 km a cronometro con una serie di avvenimenti collaterali: prima e dopo la tappa si esibiranno Valerio Scanu, Irene Fornaciari e i Sonohra. Nella mattinata una pedalata con otto squadre capitanate da personaggi di sport tra i quali Yuri Chechi, Antonio Rossi, Mirco Bergamasco, Andrea Cassarà, Denis Dallan, Pietro Fanna, Christian Zorzi. I cancelli dell’Arena, dove si concluderà il Giro, verranno aperti alle 13: ingresso libero fino a esaurimento dei 12mila posti sulle gradinate.

Nando Aruffo
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