Climbing: un incontro tra normodotati e non

Fino a non molto tempo fa un disabile (fisico o mentale) era impossibilitato a svolgere attività sportive, sia amatoriali che agonistiche.

Adesso tutto è cambiato, grazie alla scienza e alle nuove tecnologie, ma soprattutto grazie al decadimento dei pregiudizi che hanno lasciato il posto allo spirito d’eguaglianza, sia nelle istituzioni, che nella nostra società . Fare sport non è più prerogativa dei fisicamente integri, “oggi tutti possono e devono cimentarsi in varie discipline, magari le più congeniali alle patologie di cui sono affette certe persone. Di certo non bastano soltanto i buoni propositi campati in aria ma occorre creare le condizioni per rendere accessibili a tutti le opportunità di svago motorio”. Un passo avanti proprio in questa direzione sembra averlo fatto l’organizzazione del 1° IFSC Paraclimbing World Championship, primo nella storia ed inserito all’interno del Campionato del Mondo per normodotati, a voler proprio sottolineare l’equilibrio tra i due eventi. Silvia Parente, (climber non vedente e oro nello sci alle para olimpiadi invernali di Torino 2006), ha sottolineato “Per il mondo sportivo dei disabili questa è una grande conquista, dà la possibilità di metterci in gioco in un evento internazionale, che non è qualcosa di separato ma è un tutt’uno con l’IFSC Climbing World Championship”. La parete naturale creata sul Monte Baone è una grande opportunità, è l’unica parete al mondo accessibile a tutti. Il messaggio che arriva da Arco è chiaro: offrire a tutti la possibilità di praticare sport a 360°, perché nello sport non ci sono differenze e pregiudizi.

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