La storia dell'arrampicata
Arco ha da sempre rappresentato una sorta di laboratorio dell’arrampicata sportiva, infatti, sin dalle origini di questo sport, la cittadina trentina ha proposto e sperimentato tutte le nuove tendenze, agonistiche e non, dell’arrampicata moderna.

L’arrampicata sportiva è sempre stata presente ad Arco e nella Valle del Sarca, fin dagli anni ‘30 quando il famoso alpinista Bruno Detassis, apre alcune difficili vie. Durante gli anni ‘60 e ’70, sulle pareti della Valle si cimentano diversi alpinisti di fama mondiale come Reinhold Messner, Heini Holzner, Sergio Martini ed altri. Tuttavia è solo negli anni ’80 che ad Arco si compie una sorta di rivoluzione che vede nascere la moderna arrampicata sportiva grazie ad arrampicatori famosi quali Manolo, Heinz Mariacher, Roberto Bassi e Luisa Iovane, i quali portano Arco al centro dell’attenzione dei climbers, tanto che nel giro di pochi anni la piccola cittadina si ritrova letteralmente invasa da torme di arrampicatori. Nel 1987 il Comune di Arco, la Provincia Autonoma di Trento e l’Azienda di Promozione Turistica, decidono infatti di investire in modo massiccio sull’arrampicata, per farne uno dei principali motori promozionali per il territorio del Garda Trentino. Viene messo a punto un progetto che integra la promozione del turismo-arrampicata con la realizzazione di infrastrutture dedicate. Ancora oggi Arco è un punto di riferimento per gli amanti dell’arrampicata sportiva, non a caso dal 15 al 24 luglio si svolge nella città trentina l’IFSC Climbing World Championship, che riveste un ruolo principe per le sorti olimpiche di questo sport.

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