Armstrong è caduto. Le verità di Simeoni
L'ex ciclista: «Il doping era la norma, Pantani pagò per tutti. Denunciai il dottor Ferrari: Lance mi umiliò, il gruppo stava con lui. Ora va meglio, però...»
giovedì 24 gennaio 2013
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ROMA - Filippo Simeoni - lo ricordiamo a chi ha poca memoria - è un ex ciclista. Nel 2002 ammise davanti ai magistrati di aver fatto uso di doping e denunciò le pratiche illecite del dottor Ferrari, il guru di Lance Armstrong (e anche, recentemente, del marciatore Schwazer). Rivelazioni che poi hanno trovato riscontri concreti. Da allora, subì dal suo mondo ogni genere di umiliazione: fu trattato come un traditore, il finto campione americano gli impedì perfino di andare in fuga in una tappa del Tour mentre il gruppo intero, o quasi, lo infamava. E in Italia organizzatori compiacenti lo esclusero dal Giro nonostante avesse la maglia tricolore addosso. Ieri Filippo Simeoni è venuto a trovarci in redazione e ha passato con noi due ore raccontandoci tutto: come e quanto ci si dopava, a quali costi, chi favoriva questo schifoso maneggio al quale si era colpevolmente adattato per inseguire il sogno di diventare corridore, lui che avrebbe potuto fare altro perché a scuola gli riconoscevano un’intelligenza brillante (e i libri gli hanno lasciato in dote, tra l’altro, la proprietà di linguaggio). A tratti ci ha sconvolto, a tratti commosso. Ci ha spiegato anche - per esempio - perché Pantani era il numero uno e lo sarebbe stato comunque, mentre Armstrong non lo era, indicandoci una data spartiacque: il 1999. Fino ad allora, tutti avevano gli stessi vantaggi dal doping; dopo, solo i più ricchi e protetti avevano accesso a prodotti evoluti e sofisticati. Tra questi, ovviamente, Armstrong. «Pantani era un buono, non ha resistito all’umiliazione di essere indicato come il male del ciclismo: ha pagato per tutti». A Sezze, in provincia di Latina, Filippo Simeoni si alza ogni mattina alle sei e apre il suo bar-tabacchi. Quando la moglie va a dargli il cambio, lui si impegna con i bambini di una squadra di ciclismo del posto chiamata, non a caso, «Pirata»: vuole insegnare ai giovani a non ripetere gli sbagli della generazione sua e di Pantani, quegli errori dei quali per fortuna si è pentito presto. In questa storia ai confini della realtà, c’è un aspetto che più di ogni altro umilia il ciclismo e lo sport intero. Nemmeno adesso che il re di carta è caduto e che l’inganno è svelato ed è sotto gli occhi di tutti, Simeoni è stato chiamato da chicchessia perché porti la sua esperienza e le sue conoscenze al servizio di quel mondo dove ancora imperano i dirigenti dei tempi bui. Invece di far fuori chi ha convissuto con le truffe di Armstrong, il ciclismo continua a tenere ai margini l’uomo che per primo svelò l’inganno e che dovrebbe essere sventolato come una bandiera. Alla vergogna non c’è mai fine.
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24 commenti
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Bruno Turellaalle 11:18 del 26/01/2013
Ma vogliamo parlare di sport e di ciclismo in questo caso, o sempre e solo di polemiche e scandali. Ma abbiamo idea di cosa significhi vincere 7 tour di France consecutivamente!!!??? Quale forza di volontà, convinzione e determinazione richiede. Mai una indisposizione fisica, una caduta, una crisi psicologica… che possano compromettere il proseguo. Senza un talento ampiamente superiore alla media non si ottengono questi risultati. Lo stesso dott. Ferrari, in una recente intervista ha dichiarato che Lance avrebbe avuto lo stesso livello di performance anche senza doping!
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pocholino71alle 13:59 del 26/01/2013
ecco appunto parlismo di sport, cosa c'entra il doping con lo sport?Ferrari? un uomo disonesto arricchitosi con la bramosia di atleti disposti a tutto pur di essere vincenti. Leggi bene le dichiarazione di Simeoni quando sostiene che da un certopunto in poi il doping era solo per i ricchi. 7 tour da uno che prima le corse a tappe manco le finiva, quindi?
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Francesco De Filippialle 14:36 del 26/01/2013
vi prego...se ci mettiamo a fare il solito discorso del tipo: quello vinceva anche senza doping non la finiamo più. Dopato: punto. E una frode, come aver rubato. Stop. Il fatto che lo facessero tutti non è una scusante e non spiega niente. Le parole di Ferrari poi credo siano poi l'ultima cosa dove aggrapparsi. Chiediamoci piuttosto perchè i vertici di questo sport hanno sempre coperto i campioni quando vincevano, salvo poi abbatterli mediaticamente quando non servivano più.
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Bruno Turellaalle 17:06 del 26/01/2013
Si infatti, parlare di sport per me significa parlare di impegno e divertimento di sacrifici e costanza, di saper vincere a saper perdere, di saper accettare i propri limiti e di volere migliorare e altre innumerevoli cose. Non è che vogliamo credere, che adesso le parole di Simeoni sono oro colato!? Le prime gare non le finiva? Infatti arrivava dal triathlon!
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Francesco De Filippialle 17:31 del 26/01/2013
spegniamo di più la televisione e andiamo di più noi in bici o a giocare a pallone, o portiamoci i nostri figli. Questa gente ci ha fatto emozionare, ma rimane la frustrazione e lo stupro psicologico di essere stati ingannati. In realtà bastava guardare certi numeri e le cose si capiscono bene. Il doping è cambiato nel corso degli anni. Ha fatto diventare chi era ciclista da corse di un giorno scalatore, cronomen, velocista, tutto. E di conseguenza viene da se quanto potesse essere palese che il gioco non era più normale..
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Sonia Lellialle 10:31 del 27/01/2013
Caro Bruno T., vero quello che Tu scrivi...ma, nel ciclismo dal tempo dei tempi nessuno ha mai vinto a pasta e bistecche in maniera cristallina e qualcuno,vedi Simpson al Tour, ci ha tirato anche le cuoia in diretta TV. Sono sacrosanti lottatori ed hanno sempre lottato, i Grandi, ad armi pari....pieni di chissa quali miscele riempi muscoli. Sono d'accordo con Te che Armstrong è stato , non un grande....ma un grandissimo con un grande Cuore. Onore a Lui ed a tutti coloro che lo hanno affrontato a viso aperto:
Alberto da Prato -
pocholino71alle 20:27 del 25/01/2013
Le vere vittime di questo assurdo sistema sono proprio Simeoni ed i tifosi di ciclismo che ancora oggi vengono presi in giro con campioni dopati come gli spagnoli e la stessa squadra Sky; colpisce inoltre l'indifferenza del mondo del ciclismo che fa scivolare tutto come se non fosse interessato da questa enorme truffa. A proposito di spagnoli, veri e propri maghi del doping, del Dott. Fajardo, Psichiatra preparatore atletico della Juve, già al centro di strane voci (che poi si dimostrano col tempo tutte verità) non si dice niente?
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JuventusOnlyalle 04:04 del 26/01/2013
Ma leggeteli meno i forum da due lire. Fajardo in Spagna è uno stimato professionista e non è mai finito in nessun discorso legato al doping. Casomai le sue uniche "colpe" è che ha allenato Barcellona e Nadal, roba che per chi i perdenti è sufficiente per dire che non è pulito! Ha proprio ragione Prandelli, il calcio italiano non si evolverà fino a quando esisterà il concetto di antitifo che offusca le menti.
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pocholino71alle 13:53 del 26/01/2013
Fajardo è uno Psichiatra, capisci la differenza con i preparatori atletici? mi dici cosa centra con lo Sport? mi spieghi le sue frequenze con la centrale del doping spagnola alla base dell'operazione Puerto? mi spieghi come gente come Pirlo, Barzagli, Pepe, Marchisio etc improvvisamente corrono come matti per 90 minuti e oltre? Basta!!! non si tratta di essere di parte o tfiosi, si tratta di essere onesti e dalle parti di Vinovo manco ce l'hanno nel dizionario quest parola.
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Bruno Turellaalle 20:26 del 25/01/2013
Personalmente avrei chiesto (se già non è stato chiesto durante le due ore) al Sig. Simeoni come mai ad un certo punto ha smesso di doparsi.
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Antonio Suracealle 18:57 del 25/01/2013
CREDO CHE IL TEXANO HA DETTO LA VERITA'
1 credo che marco e' stato una vittima ingiusta
perche' ha pagato per cose che non ha commesso ,credo anche che i giornalisti
hanno le loro colpe in primis PERCHE' MASSACRARE INGIUSTAMENTE COME E' STATO ADDITATO MARCO COME UNO DA ELIMINARE
2 CREDO CHE BISOGNA CHIEDERE IMMEDIATAMENTE SCUSA A I TIFOSI DEL PIRATA 2 ALLA SUA FAMIGLIA E MANDARE A CASA I DOTTORI E IL DOTT FERRARI E ANCHE IL SIGNOR TORRI . SONO STATO CHIARO W IL CICISMO W LA LEGGENDA MARCO PANTANI -
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Bruno Turellaalle 20:35 del 25/01/2013
Forse il Sig. Simeoni si sarebbe accontentato della metà di tali vittorie. Ma poi facendo due conti ha visto che 7:2 fa 3,5 allora ha desistito...
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frecciamalle 15:38 del 25/01/2013
Questo sport è solo da cancellare non si salva nessuno tutti dopati





