Trento vs. Cuneo: scudetto
si decide tutto in una notte

A Bologna domani la finale in un unico atto: è la prima volta in Italia

    ROMA, 8 maggio - Lo scudetto della pallavolo tutto d’un fiato. Una partita sola, senza appello, come una finale di coppa, come uno spareggio. A Bologna, FutureShowStation di Casalecchio, domani alle 18 vanno in campo Trento e Cuneo, le migliori squadre espresse dal campionato. Un evento atipico, perchè ormai ci si era abituati alle lunghe serie al meglio delle cinque partite. Ma l’anno scorso, ad esempio, il tricolore si assegnò al quinto set della quinta sfida: Piacenza, trascinata da un fenomenale Zlatanov, scucì lo scudetto dalle maglie di Trento al PalaGhiaie trentino. Emozioni non nuove nella pallavolo, una formula coraggiosa dettata dalla cronica mancanza di date, un problema acuito dalla mancata qualificazione diretta agli Europei del 2011 della Nazionale, costretta a giocare già in questo maggio per inseguire un posto che per oltre vent’anni le spettava di diritto per i suoi risultati.

    Trento è la logica favorita della finale. In questa stagione ha già conquistato il Mondiale di club, la Coppa Italia e la Champions League (per il secondo anno consecutivo). Ha dunque la possibilità di confezionare uno Slam forse irripetibile. Le è mancata finora solo la Supercoppa italiana, probabilmente solo perchè non l’ha giocata. Pur rinnovando molto la squadra, Trento è riuscita a mantenere il suo assetto vincente, incrementando anzi il suo potenziale. Dispone di una batteria di battitori che nessun altro può vantare. Attorno alla stella Kaziyski, il tecnico bulgaro Stoytchev ha costruito una vera squadra, grazie alle qualità di un gruppo che ha dimostrato coesione ed affiatamento, non solo in campo. La grande novità è il cubano Osmany Juantorena, nipote del grande campionato di atletica leggera, che dopo tre anni di forzata inattività, tornando ha dimostrato di essere un campione.

    La sfidante Cuneo ha però le qualità per giocarsi fino in fondo le sue chances in una gara secca. In Coppa Italia le andò male ma fece vedere di essere in grado di creare problemi ai trentini. E’ la terza volta che i piemontesi arrivano alla finale scudetto: nelle due precedenti occasioni furono sconfitti da Treviso. Alberto Giuliani è l’allenatore che, al debutto sulla panchina di una grande, è riuscito a creare un team competitivo ed a valorizzare al massimo l’organico a disposizione. Con il merito di aver favorito il ritorno di Mastrangelo ai massimi livelli. Ci sono le premesse insomma, per una finale emozionante e spettacolare. Peccato solo si bruci tutto così in fretta.

    Leandro De Sanctis
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