La nuova Renault Twingo - Sicura, agile, piacevole e facile da guidare
Sterzo poco sensibile e una certa rumorosità i punti meno validi
lunedì 09 gennaio 2012
In Italia la versione 1.5 dCi dovrebbe rappresentare solo il 5- 6 % delle vendite di Twingo, almeno secondo le previsioni di Renault Italia, mentre la parte del leone sarà appannaggio del 1200 aspirato a benzina. Ed è un peccato, perché questo motore è molto piacevole sia per l’erogazione di coppia, che comincia ad essere corposa già poco oltre i 1500 giri, sia per la silenziosità meccanica ( quella aerodinamica, invece, non è altrettanto lodevole) sia per i consumi, contenuti anche quando si insiste con l’acceleratore. Per contro non ha un grandissimo allungo e oltre i 4000 giri è inutile insistere, ma si tratta di una caratteristica non indispensabile su un’auto di questo genere. Nel complesso, comunque, le prestazioni sono molto buone in ripresa, nonostante l’assenza della sesta marcia abbia reso necessaria la scelta di rapporti lunghi, e adeguate in accelerazione.
Le sospensioni sono morbide e regolate in funzione del confort, che è effettivamente buono considerando che il passo corto della Twingo non è vantaggioso ai fini della digestione degli avvallamenti. Lo sterzo è abbastanza pronto e progressivo, ma come capita spesso in presenza della servoassistenza elettrica, non è particolarmente sensibile. Mentre il cambio è veloce e preciso quanto basta ma, soprattutto, morbido. Sul misto la Twingo dCi, a causa dell’assetto soft e del peso del diesel concentrato sull’avantreno, mostra un sottosterzo abbastanza marcato ma la rapidità dello sterzo facilita le correzioni. Le variazioni di assetto, invece, per quanto ampie, sono progressive e non mettono mai in imbarazzo. Nonostante questo, l’adozione dell’ESP è consigliabile ai fini della sicurezza nelle situazioni di emergenza. La frenata si dimostra in linea con quanto offerto dalla concorrenza: la potenza del sistema è buona e la resistenza all’affaticamento discreta, con un intervento dell’ABS abbastanza rapido.
Il confort è valido per quanto riguarda l’assorbimento delle sospensioni, la consistenza e la conformazione dei sedili, la rapidità e la potenza del sistema di climatizzazione e la qualità del sistema di intrattenimento. Come già anticipato, anche il motore è piacevolmente silenzioso, però alle velocità autostradali, anche ad andature diligentemente a Codice, all’interno si percepisce una certa rombosità, dipendente dall’aerodinamica e dal rotolamento dei pneumatici, che a lungo andare può risultare fastidiosa.
In conclusione la Twingo 1.5 dCi si dimostra agile nello stretto, a suo agio anche in autostrada e, tutto sommato, piacevole da guidare, anche se non brillante come il suo aspetto esterno farebbe presupporre al primo colpo d’occhio, specie nella vista di tre quarti quando il nuovo muso con i proiettori ausiliari si sposa bene con i parafanghi bombati. Sotto questo punto di vista dà sicuramente più soddisfazione la versione Gordini ( il nome è quello di un preparatore italo- francese che lavorò sulle Renault con eccellenti risultati tra gli anni Cinquanta e Settanta), caratterizzata, oltre che da suggestive strisce longitudinali esterne e da un allestimento interno aggressivo, anche da un temperamento più coinvolgente, anche se non squisitamente sportivo. Al lancio internazionale della Twingo era questa l’unica altra versione disponibile, oltre alla turbodiesel, e abbiamo potuto assaggiarla su un percorso di montagna molto “ guidato”. L’assetto irrigidito non spacca le ossa ma tiene più ferma la scocca e, sebbene il peso dichiarato sia lo stesso di quello della sorella a gasolio, si ha la sensazione di una maggiore leggerezza che porta a una piacevole rapidità di risposta ai comandi. Il motore 1200 turbo non ha una potenza mostruosa ( 100 cavalli) ma a 3500 giri sviluppa già una coppia importante ( 155 Nm) e permette di allungare fino a quasi 6000 giri.

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