La nuova Renault Twingo

Più carattere, meno consumi

lunedì 09 gennaio 2012

    Guardi la nuova Twingo - che poi proprio nuova non è, diciamo piuttosto che si tratta di un bel restyling della Twingo 2 presentata nel 2007 - e ti chiedi come mai non l’abbiano fatta così fin dall’inizio. Dopotutto la piccola della Renault non è stata affatto stravolta in questa versione 2012. Solo qualche tocco qua e là, una manciata di modifiche et voilà, ecco un’auto che finalmente ha una personalità ben definita e non è più così confondibile con altre concorrenti – Ford Ka, Citroën C2, Opel Agila e Suzuki Splash su tutte - come avveniva prima. Del resto, nel recente passato, mancava alla Renault Laurens Van Den Acker, il designer olandese che dal 2009 è alla guida del reparto stile e che sta lavorando alacremente per dare un’immagine più fresca e netta alla produzione francese da qui in avanti.
    La Twingo 2 è stata accolta tiepidamente da una parte di pubblico, perché non aveva quella carica innovativa che sembrava connessa a questo nome, dopo l’exploit della prima, rivoluzionaria ed iconica Twingo del 1993. Per contro, la filosofia del “ piacere un po’ meno, ma piacere a tutti” ha portato non pochi frutti: nel corso dei suoi 14 anni di onorata carriera la Twingo 1 non è mai andata oltre il 5% di penetrazione del mercato europeo del segmento A, mentre la sua discendente è arrivata fino all’11 e questo ha sicuramente rasserenato la dirigenza della Renault, più di quanto non l’abbiano lacerata le critiche per la carenza di originalità.
    La ricetta per dare nuova linfa alla vettura è di una semplicità disarmante: un paio di vistosi proiettori ausiliari fendinebbia inseriti nel muso, che un po’ ricordano gli “ occhioni” della progenitrice più illustre e un po’ ricreano atmosfere da rally anni ’70 e ‘80; una calandra più vorace; fanaleria posteriore estesa tramite un richiamo delle luci di retromarcia sul portellone e, per i più pignoli, una sagomatura diversa del portellone, che dà un andamento più morbido a tutto l’insieme.
    Poi si è lavorato molto sulle possibilità di personalizzazione, un tipo di approccio che ha già fatto la fortuna di Mini, prima di tutto, e successivamente di Fiat 500 e Citroën DS3, perché la promessa di potersi creare un’auto su misura è ancora vincente in un settore dove il rischio di omologazione è sempre in agguato. Ci sono quindi le varie decalcomanie da tetto; la possibilità di scegliere la tinta delle modanature laterali (nella parte finale, per lo meno); l’offerta di colori a contrasto per i gusci degli specchietti retrovisori esterni, per le cornici delle bocchette di ventilazione sulla plancia e per le manopole della climatizzazione ( Twingo 1 docet); svariati disegni e tonalità per i cerchi in lega leggera e una gamma di colori di carrozzeria ampliata con proposte anche un po’ temerarie, come nel caso del “Fucsia Vanity” della vettura protagonista della nostra prova. In tutto, secondo la Casa, sono circa trentamila le possibili configurazioni della vettura che si possono ottenere giocando con la lista degli optional. Gran parte di queste “elaborazioni”, tra l’altro, saranno disponibili anche postvendita e questo consentirà agli acquirenti di evolvere la propria Twingo nel tempo.

    Meccanicamente non ci sono state variazioni di grande portata, eccezion fatta per gli affinamenti in fatto di consumi ed emissioni che sono fisiologici nel ciclo di vita di ogni auto e che, come vedremo più avanti, sono anche già stati pianificati per i prossimi mesi. I motori, pertanto, sono tre: 1200 a benzina aspirato da 75 cavalli o turbo da 100 cv e 1500 turbodiesel da 75 cv. Nel listino, al momento, non compare la versione sportiva R.S., ma si tratta solo di un’assenza temporanea, che verrà colmata a marzo.
    Gli allestimenti destinati a “fare volume” sono due: Wave e Live, con il primo che è già molto completo, tanto che in pochi, a nostro avviso, sentiranno il bisogno d’altro. In più ci sono l’Energy, disponibile solo con una versione a basse emissioni del 1200 aspirato e lo sportiveggiante, vistoso e nostalgico Gordini, dedicato al 1200 turbo.
    I prezzi oscillano tra i 10.950 euro della 1.2 Wave ai 13.950 della 1.2 TCe Gordini, ma fino a marzo sarà in atto una campagna promozionale che abbassa a 8.500 euro il prezzo della versione “entry level”.

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