I consumi

Col 1300 a benzina la Yaris consuma di piu' ma ti fa divertire

giovedì 10 novembre 2011

    Secondo la Toyota, più o meno la metà delle Yaris vendute in Italia saranno equipaggiate col tre cilindri di 1000 cm3 che, a parità di equipaggiamento e carrozzeria, permette di risparmiare 850 euro al momento dell’acquisto e promette consumi mediamente inferiori del 12% rispetto al 1300. Si tratta di un motore piuttosto potente rispetto alla cilindrata, pronto, magari un po’ rumoroso agli alti regimi, ma che offre sicuramente tutto il necessario se della vettura si fa un uso prevalentemente cittadino. La nuova Yaris, però, ambisce ad essere ben altro che una citycar e il propulsore a benzina di maggiore cilindrata sottolinea meglio questa vocazione. Il quattro cilindri se la cava onorevolmente in ogni occasione, sia in autostrada, quando si tratta di mantenere a lungo medie elevate, sia quando si va di fretta in città e serve un scatto vigoroso. Si dimostra piacevolmente pieno ai bassi regimi, allunga in maniera piuttosto convincente fino a 6000 giri senza le “ sofferenze” del 1000 e anche in ripresa se la cava bene, dimostrandosi fluido e regolare lungo tutto l’arco di regime. E, ovviamente, fatica meno del “ fratellino” quando ci si imbatte in salite o si viaggia a pieno carico.
    Il merito, naturalmente, va anche al cambio a sei marce, che ha i rapporti ravvicinati per mantenere il motore ai regimi più proficui ed è anche piacevole da utilizzare, perché la leva ha l’escursione ridotta e gli innesti secchi e precisi. In alternativa al cambio manuale c’è il Multidrive-S, un automatico a variazione continua di rapporto, morbidissimo nel funzionamento e molto efficace se si guida in tranquillità, ma che, come tutte le trasmissioni di questo genere, quando si affonda l’acceleratore con decisione fa lavorare il motore a regimi più elevati rispetto a quelli usuali, penalizzando il confort acustico. Come abbiamo già accennato, il Multidrive- S prevede anche i comandi al volante per chi lo vuole pilotare manualmente e, in questo caso, ci sono 7 rapporti preselezionati. La sensazione che se ne ricava è quella di una maggiore partecipazione alla guida, ma l’efficacia non aumenta in misura determinante: l’unico vantaggio di una certa portata sta nella possibilità di “chiamare” più rapidamente la scalata per aiutare le decelerazioni.
     La Yaris Style, che è dedicata a chi vuole godersi anche una certa brillantezza, ha l’assetto tarato in modo più tenace e una gommatura generosa ( pneumatici 196/ 50 R16 contro i 175/ 65 R15 delle versioni Active e Lounge). La capacità di assorbimento rimane molto buona, salvo qualche irrigidimento sui dossi secchi, ma i movimenti della scocca sono molto controllati, la vettura si appoggia bene e abbastanza rapidamente sulle ruote esterne alla traiettoria senza coricarsi troppo ed è sempre fedele nell’esaudire i desideri di chi guida. Non può essere definita un sportiva a tutti gli effetti (a questo proposito: la Toyota ha deciso di non vendere in Europa la versione 1800 TS da 147 cv che invece è disponibile in Giappone), però permette anche di prendersi qualche libertà. Se si forza l’andatura, il sottosterzo si fa più marcato ma il muso allarga la traiettoria in modo omogeneo e naturale, la controllabilità è ottima e all’occorrenza i controlli elettronici entrano in funzione in modo graduale e niente affatto frustrante. A invogliare alla guida brillante, oltrettutto, c’è il rapporto di demoltiplicazione dello sterzo insolitamente ridotto rispetto alla media delle concorrenti, che regala una reattività molto piacevole ad ogni movimento del volante: non al punto da creare difficoltà all’utente normale nelle correzioni d’emergenza, ovviamente, ma sufficiente per garantire quel pizzico di divertimento e coinvolgimento in più che, per un certo tipo di pubblico, potrebbe anche rappresentare una discriminante al momento della scelta.

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