Belinelli e Gallinari,
benvenuti nei playoff!

Esordio assoluto nella post-season per i due azzurri: i Nuggets devono arginare la furia Durant, gli Hornets sulla strada dei Lakers e di Bryant
LA CHIAVE - La condizione di Duncan prima ancora di quella di Ginobili che in questo momento sta monopolizzando l’intera stampa texana. Riuscire a capire se ora il caraibico può innescare quelle marce alte che ha evitato un po’ per prudenza, un po’ per natura e carta di identità, farà tutta la differenza di questo mondo. Attaccare nel settore dei lunghi i Grizzlies o meglio attaccare Randolph in post basso rappresenta un fulcro importante per tenere occupato la’arma principale di Memphis in attacco. Per Duncan questa può essere l’ultima occasione per arrivare al titolo e quindi l’ultima occasione per dare quello che ha. Al resto poi ci penseranno Ginobili e Parker con il franco-belga già pronto a fare a fette l’area avversaria e costruendo metri di vantaggio a tiratori di razza come Neal e Bonner.
OKLAHOMA CITY THUNDER (4)-DENVER NUGGETS (5)- Con tutta probabilità la serie più elettrizzante dell’intero primo turno di playoff. Dal momento della trade, in pochi avrebbero scommesso sui Nuggets, visto che in tanto avevano considerato Denver una squadra da bassifondi della Western. Ed invece è stato il contrario. Velocità, intelligenza e possessi meno fermi rispetto al passato hanno fatto dei Nuggets, che si presenteranno con un Lawson che problemi ad una caviglia così come Danilo Gallinari, un brutto cliente per chiunque. Per ulteriori informazioni chiedere ai Lakers.
LA CHIAVE - Un anno fa avremmo detto che gli osservati speciali per i Nuggets sono due: Kevin Durant e Russell Westbrook; e riuscire a trovare un antidoto a questi due mali sarebbe stato l’unica arma per un possibile ‘upset’. Da febbraio in poi, però, i problemi per Denver sono diventati altri ed anche grossi e portano il nome di Kendrick Perkins. Il brasiliano Nene è l’unico in casa Nuggers che può tenergli testa senza subire fisicità e centimetri su ambo i lati del campo. Una bella gatta da pelare, ma non certo l’unica, visto che poi ci sarebbero i due di cui sopra che non sono arrivati fin qui per restare a guardare. Se la caviglia di Gallinari (al debutto in una post season Nba) tiene, l’italiano potrebbe essere a lungo andare e con i tempi di una serie playoff dove ti puoi permettere tanti aggiustamenti, l’arma difensiva a favore di Karl. In caso contrario Chandler dovrà ergersi a protagonista come ha fatto con Kobe. Lo stesso dicasi per Lawson, ma non per Felton che non è un mago della difesa.
LOS ANGELES LAKERS (2)-NEW ORLEANS HORNETS (7)- Una post season più difficile di quello che si poteva immaginare nell’anno della ricerca del three-peat per i Lakers, che hanno inanellato 5 sconfitte prima della vittoria contro gli Spurs e che dovranno avere a che fare con le grane del ginocchio di Bynum. Una squadra meno forte rispetto a quella degli ultimi due titoli per amalgama e a tratti per qualità di gioco. Ma poi ogni volta nei playoff L.A. cambia marcia e ritmo per diventare tutt’altra squadra.
LA CHIAVE - La mancanza di un terminale offensivo di livello. Senza West New Orleans non è più stata la stessa in attacco, anche perché la produzione offensiva di Paul non è stata certo da cannoniere della Lega. Coach Drew sta provando in tutti i modi a mascherare la sua assenza provando a dare a Landry la possibilità di mettere più punti, ma non è la stessa cosa. Tutto passerà dalle mani di Chris Paul. CP3 deve fare un grande sforzo se vuole almeno provare ad impensierire Bryant e compagni. Riprendersi la squadra sulle spalle e mettersi in luce in una vetrina illuminata come i playoff. In sponda Lakers si proverà a non accusare più del dovuto l’assenza di Bynum contro una formazione non altissima come quella di New Orleans per poi provare a recuperarlo in quelle successive. A Gasol le chiavi dell’area colorato, ad Odom quelle dell’imprevedibilità, al Black Mamba le solite dei momenti importanti di ogni singola partita. Quella della notte sarà la prima apparizione anche per Belinelli.
DALLAS MAVERICKS (3)-PORTLAND TRAILBLAZERS (7)- La serie più incerta insieme a quella tra Nuggets e Thunder. Tra le due di sicuro Dallas avrà più pressione sulle spalle, visto che per tutta la regular season ha dimostrato di voler lottare per le prime piazze e di voler puntare al titolo con una squadra più fisica e lunga rispetto agli altri anni. La terza piazza ad Ovest, però, è stata ingenerosa come accoppiamento per i Mavs che di fronte avranno una squadra imprevedibile e che con l’arrivo di Gerald Wallace ha aggiunto un’altra freccia alla faretra di coach Nate McMillan. Una faretra che l’ex giocatore dei Sonics dovrà sfruttare a fondo per mettere in ginocchio i texani.
LA CHIAVE - Un nome per parte: Dirk Nowitzki e Lamarcus Aldridge. Non può non passare dalle mani del tedesco il destino della franchigia di Cuban. Per il biondo in maglia 41 è arrivato il momento di far sentire la sua leadership. Finalmente ha dei giocatori che gli evitano l’incombenza di fare a botte da numero ‘5’ ed allora da ala forte a tempo pieno deve fare la differenza. La stessa che dovrà fare Aldridge che non solo si ritroverà faccia a faccia Nowitzki sui ventotto metri di campo, ma avrà anche il compito duro di provare a spezzare il cuore dei tifosi texani, ovvero quelli della sua città di provenienza. Al suo fianco Gerald Wallace e Brandon Roy potrebbero essere i nomi da outsider. La vena offensiva di Kidd, le triple di Terry e la difesa di Chandler il contorno che serve a Dallas per provare ad arrivare fino in fondo.

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