Gallinari, serata magica: 37 punti e Knicks ko

Career high per l'azzurro, osannato anche dal pubblico che ora dovrebbe adorare Carnelo Anthony.

domenica 22 gennaio 2012

    NEW YORK, 22 gennaio – Danilo Gallinari se n'era andatodai Knicks per quelle vicende tipiche della NBA: stai facendo una buona stagione, giochi in una squadra in crescita, ma la dirigenza ti scambia per una superstar che dovrebbe garantire l'ultimo passo verso un futuro vincente. Sulla carta. Nella pratica, il momento più brillante nella carriera Nba di Danilo Gallinari corrisponde con il suo ritorno al Madison Square Garden, contro quel Carmelo Anthony che l'aveva fatto traslocare da New York a Denver. Risultato: per l'azzurro ritorno trionfale e totale nella Grande Mela. Dal punto di vista del risultato (119-114), perché Denver vola con sei vittorie consecutive ai piani alti della Western Conference, grazie al successo contro i Knicks in una partita bellissima che ha avuto bisogno di due supplementari per trovare un proprietario. E dal punto di vista personale perché il Gallo sigla 37 punti in 51 minuti, record in carriera, domina su due lati del campo, prende per mano i Nuggets nella seconda continuazione (9 punti e 7/7 dalla linea) quando la stanchezza si fa massacrante (i Nuggets erano atterrati a New York solo alle quattro del mattino dopo la vittoria a Washington della sera precedente) e vince nettamente il duello contro Carmelo Anthony, che pure dopo un inizio difficile segna il canestro del primo overtime proprio in faccia a Danilo (il cui unico errore della serata, subito prima, era stato un libero sbagliato che aveva lasciato New York a -2 sul 98-96 a 7'' dalla sirena). Ma la stella dei Knicks continua a forzare (25 punti con 30 tiri, di cui solo 10 segnati) mentre l'azzurro completa una doppia doppia con anche11 rimbalzi, 2 assist e18/20 ai liberi. Un segnale importante per Gallinari, la cui credibilità nella Lega aumenta non solo tra compagni e avversari, ma anche tra gli arbitri che adesso tendono a tutelarlo anche sui contatti nei momenti nevralgici del gioco.

    D’ANTONI IN BILICO - La prestazione meravigliosa dell'italiano guasta la notte a Mike D'Antoni, che invece incassa la sesta sconfitta consecutiva, quattro di fila in casa. Non ha niente da Stoudemire, ha problemi di falli con Chandler e sono soprattutto Shumpert, Walker e Douglas a tenere avanti New York nel primo tempo, mentre Melo è seduto (e il pubblico del Garden lo invita a non rialzarsi). Stavolta i Knicks lottano, mettono le mani sul primo supplementare e solo una tripla sconsiderata di Miller da nove metri e la chirurgia dalla linea di Gallinari impedisce loro di tornare alla vittoria (oltre ai 24 punti di un altro ex, Al Harrington, di cui 22 tra secondo tempo e supplementari). Non abbastanza per gli esigenti tifosi newyorkesi, che continuano a invocare le dimissioni di D'Antoni, a sognare Phil Jackson. E a rimpiangere Gallinari: molti cori per lui, un'ovazione alla presentazione del quintetto dei Nuggets, gli ululati che durante i liberi si riservano solo agli avversari degni di stima e considerazione, l'applauso alla fine. Un ritorno migliore non si poteva immaginare mentre nella Mela, tra Knicks e Nuggets, in molti iniziano a domandarsi chi abbia fatto l'affare migliore nello scambio della scorsa stagione. Guardando lo score attuale delle due squadre, 12-5 per Denver e 6-10 per New York, attualmente non ci sarebbero dubbi.

    HORNETS NEL TUNNEL – Neanche l’assenza di Dirk Nowitzki dal quintetto di partenza dei Mavericks è servita per far tornare il sorriso agli Hornets, sconfitti 83-81 in casa di Dallas e giunti al settimo stop di fila: 16 i punti per Lamar Odom, altrettati per Delonte West mentre Shawn Marion si è fermato a quota 14 con 12 rimbalzi. «Sono orgoglioso dei miei ragazzi – ha spiegato coach Rick Carlisle – perché dopo sconfitte in trasferta siamo riusciti a rimetterci in piedi e a vincerne altre due». Nel finale, dopo i liberi realizzati da Terry per l’83-80, Jarrett Jack ha sbagliato di proposito il secondo libero ma sul rimbalzo non è arrivato il tap-in che sarebbe valso il supplementare: per gli Hornets 16 i punti di Okafor (anche 17 rimbalzi) mentre Landry ne ha aggiunti 19. Dallas ha provato a scappare in apertura di terzo parziale (12-0, 53-41) ma New Orleans si è riportata a contatto (66-64) col controbreak firmato da Vazquez. I Mavericks in quel momento hanno trovato i canestri di Odom che hanno permesso di gestire il tentativo di rimonta operato dagli Hornets nei minuti finali Per Marco Belinelli 4 punti in 25 minuti, con 1/7 dal campo.

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