Nba da brividi, scatta il fattore Jeremy

Evidentemente Jeremy è il nome cha va forte nella NBA. Dopo Lin è arrivato Evans, che non avrà scatenato un 'pandemonio cinese', ma comunque è andato a vincere la gara delle schiacciate, che, al di là dei nomi di chi partecipa, rappresenta uno momenti più divertenti della tre giorni dell'All Star Game

domenica 26 febbraio 2012

ORLANDO - Evidentemente Jeremy è il nome cha va forte nella NBA. Dopo Lin è arrivato Evans, che non avrà scatenato un 'pandemonio cinese', ma comunque è andato a vincere la gara delle schiacciate, che, al di là dei nomi di chi partecipa, rappresenta uno momenti più divertenti della tre giorni dell'All Star Game. Jeremy Evans alla gara delle schiacciate ci è arrivato togliendo spazio all'altro Jeremy, si Lin che avrebbe dovuto fare da assistman al compagno di squadra Iman Shumpert, che però si è infortunato e in tutta fretta dagli Utah Jazz è arrivato il sostituto. Che ben pochi conoscevano, un po' come era successo anche a Lin: Evans infatti nella sua squadra non ha troppo spazio, gioca poco più di 5 minuti a incontro e non arriva nemmeno a segnare due punti (1,7 è la sua media quest'anno). Ma con le schiacciate diventa un altro e per catturare i voti ha giocato molto sulla creatività: ha voluto sbalordire e alla fine ce l'ha fatta raccogliendo il 29% dei 3 milioni di voti arrivati. Cosa ha fatto? Ha schiacciato con due palloni, con una piccola videocamera in testa ed ha saltato anche con la maglia di Karl Malone, il celeberrimo 'mailman'. Niente da fare per gli altri, George, Williams e Budinger che ha riproposto una schiacciata famosa, quella con gli occhi bendati di Ceballos del 1992.

CON TANTO LOVE - Un'altra sorpresa è arrivata dalla gara dei tre punti dove il successo è andato a Kevin Love, più famoso per i rimbalzi che prende e non certo per i tiri dalla lunga distanza. Ma il centro di Minnesota è un giocatore speciale e per Durant, battuto in finale 17-14, Chalmers, Jones (campione in carica), Anderson e Morrow non c'è stato nulla da fare. ove a questo punto della stagione viaggia a 25 punti a incontro e 9,9 rimbalzi, ma ha anche realizzato 49 dei 141 tiri da tre tentati: «Lo sapete - ha poi spiegato - a me piace prendere i rimbalzi, giocare sotto canestro, giocare di fisico, quando però sono arrivato nella NBA mi avevano detto di smettere di tirare da tre, ma ecco dove sono adesso e questo la dice lunga sulla mia versatilità».

ECCO PARKER - Nella prova dei playmaker è stato Tony Parker ad avere la meglio, l'unico a scendere sotto la barriera dei 30 secondi nel primo round (29"2), mentre nella partita 3 contro 3 ha vinto il team New York con Houston, Fields e Pondexter.

ULTIMATUM SACRAMENTO - Ieri sera c'è stato anche il tradizionale appuntamento con il commissioner David Stern, il discorso sullo 'status of the league', con l'annuncio che, massimo dieci giorni, si dovrebbe concludere la cessione di New Orleans, che per ora appartiene alla NBA, ma non ha confermato il nome di Raj Bhathal come acquirente. Per Sacramento c'è l'ultimatum per giovedì, se non si trova un accordo per la costruzione della nuova arena il trasloco dei Kings è assicurato. Inoltre il prossimo anno si dovrebbero giocare partite a Londra e ci sono colloqui con Yao Ming per lo stesso in Cina.

Roberto Zanni

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1 commenti

  1. Pierluigi Spoletini
    Pierluigi Spoletinialle 17:27 del 26/02/2012

    Quello nella foto non è l' Evans in questione...

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