Roma si scopre
la «Città perduta»

Ogni Maledetta Domenica: il meglio e il peggio del nostro basket
ROMA, 29 novembre - Miglior regia: Carlo Recalcati in “L’uomo delle stelle”. L’ultima esperienza alla guida della Nazionale, finita malissimo, gli aveva attirato critiche in parte giuste, ma anche malignità e voci di bassa levatura. Dicevano che il suo tempo era finito, qualcuno con ghigno satanico sussurrava che era “bollito”. Vederlo invece far giocare Varese un basket bello ed efficace, e starsene pacificamente al secondo posto in classifica, dovrebbe indurre molti all’espiazione dei propri peccati.
Miglior protagonista: Daniele Cavaliero in “Viaggio senza fine”. Il play con la valigia (è alla sua sesta squadra di serie A) ha finalmente disfatto i bagagli a Montegranaro, dove domenica si è travestito da supereroe per battere la grande Milano. Non ha proclami da fare, ma il suo sorriso sempre acceso vale molto di più di tante parole.
Peggior film: “La città perduta”, che poi è sempre la solita: quella Roma che si sente grande, sogna orizzonti perduti da decenni, e puntualmente si ritrova frustrata e in cerca di soluzioni. Ciò che più preoccupa, dopo l’ennesima pessima prestazione in casa, stavolta contro una Cremona il cui roster non rimarrà certo negli annali, è l’assoluta mancanza di gioco ed indentità. Il pubblico, disilluso e stanco, è ad un passo dall’abbandonarla.
Peggior sceneggiatura: Teramo in “Missione impossibile”. Per anni il club teramano è stato un esempio sia per ciò che riguarda l’assetto socieario che per le sue scelte tecniche. Stavolta ha incomprensibilmente deciso, dopo rivedibili ingaggi estivi, prima di cacciare Ahearn, Hall e Shaw, poi di dare il benservito al suo allenatore, ed infine di mettere in mano al nuovo coach Ramagli una squadra senza sostituti all’altezza. Missione impossibile? Appunto...

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