Goss fa esplodere Varese
Derby fatale per Cantù

L'esterno della Cimberio è il miglior realizzatore di Recalcati, che supera una Bennet imprecisa e svogliata. Il break nell'ultimo quarto, dopo che la squadra di Trinchieri era tornata avanti.

VARESE, 16 gennaio - Il sentitissimo derby di Varese va alla Cimberio (82-65), che ritrova il successo dopo sei sconfitte consecutive nel giorno più importante e ora può attendere i risultati del pomeriggio per sapere se giocherà la Final Eight di Coppa Italia: cade malamente la Bennet, addormentata in avvio e poi sempre sfasata, a parte una fiammata che nel terzo periodo le ha permesso di passare dal -10 al +2: 26 punti per Phil Goss, bene anche il rientrante Jobey Thomas e la consueta affidabilità di Fajardo.

GOSS MATTATORE - Recalcati ha scelto Galanda da numero 5 per il quintetto di partenza e l’avvio di Varese è stato decisamente più solido di quello canturino: dal 6-0 iniziale la Bennet è risalita a fatica, frenata dal numero eccessivo di palle perse e da un atteggiamento più compassato di quanto l’impegno avrebbe richiesto. Il gioco da 4 di Mazzarino ha illuso Trinchieri per il +3 biancoblu ma dopo 16’ il break prodotto da Galanda, De Martini e Rannikko ha spinto avanti Varese sul 31-22: immediato il contro break timbrato Micov-Marconato (32-28) ma sulla sirena del secondo quarto ci ha pensato Goss a mettere la tripla da almeno 20 metri che ha fatto esplodere Masnago.

BENNET IRRICONOSCIBILE - Nel suo momento migliore, in avvio di terzo periodo, Cantù si è smarrita finendo poi per essere travolta: dal 43-33 Varese sono stati Green, Micov e Mazzarino a scrivere il 12-0 che ha riportato avanti la Bennet. Sembrava la spallata decisiva a favore degli ospiti e invece da quel momento si è assistito al monologo varesino. Mattatore assoluto Goss, autore anche della tripla che è valsa il clamoroso +20 sul 78-58. La Cimberio, peggiore difesa del campionato, ha tenuto i rivali a 65 punti. La Bennet, miglior difesa della Serie A, ha concesso alla Cimberio 82 punti. Potere del derby, che ha resuscitato la squadra in crisi e affossato chi stava volando. Standing ovation, nel finale, per Goss e Slay mentre Trinchieri ha fatto capire di non aver particolarmente gradito una prestazione così scialba quantomeno per il linguaggio del corpo.

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